FORME INVERSE # 2

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ACCADEMIA RAFFAELLO  –  URBINO

CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI “URBINO E LA PROSPETTIVA”

ALESSANDRO PANZETTI   FORME INVERSE # 2

A cura di Maurizio Caminito e Stefania Fabri

URBINO / BOTTEGA DI GIOVANNI SANTI 5 – 27 SETTEMBRE 2015

inaugurazione 5 settembre ore 17.30

Nel Rinascimento, o nel caso dei virtuosismi prospettici manieristi e barocchi, la tecnica dell’anamorfismo era usata per nascondere significati riservati solo a pochi iniziati. L’accento in quel caso era posto sull’illusione, su un ordine che manifestava, e allo stesso tempo nascondeva ambiguamente, una componente surreale e a volte esoterica.

La ricerca di Alessandro Panzetti, che in questa mostra nella casa natale di Raffaello si sostanzia attraverso installazioni e ‘quadri’ anamorfici, riguarda le ‘forme inverse’, il cui significato è legato all’ambiguità del segno e alla molteplicità d’interpretazione che il segno stesso può generare. È così che l’architetto Panzetti, che è anche musicista e filmaker, trova un’intelligente e fascinosa sintesi nelle sue ‘opere anamorfiche’. Le installazioni riescono in maniera emblematica a ingannare e disorientare l’osservatore-fruitore. Gli studi realizzati da Alessandro Panzetti sull’uso rovescio della geometria descrittiva gli sono serviti non per descrivere banalmente un oggetto tridimensionale semplificandone la lettura, ma, al contrario, per evidenziare la molteplicità d’interpretazione di un segno bidimensionale se considerato come proiezione su un piano, di uno spazio tridimensionale. Tutto ciò assume un significato metaforico avvincente e ambiguo ancor più se la sperimentazione è applicata anche alla visione binoculare ovvero alle proiezioni stereoscopiche, quelle, da lui definite, “ombre doppie”.

Bottega di Giovanni Santi via Raffaello 57- 61029 URBINO (PU) tel. e fax 0722320105

Orari mostra: 9-12.30; 15-18.30; domenica e festivi: 10-12.30

Per informazioni: studiodoppio@libero.it

PERCORSO DELLA MOSTRA

PIANTA finale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Anamorfosi 01 un’unica anteriore realtà dalla frase di Fernando Pessoa “Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un’unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti”
  •  “Anamorfosi 02a”   co-incidenze platoniche facendo riferimento ai due solidi platonici, cubo e ottaedro presenti.
  •   “Anamorfosi 02b”  co-incidenze cinetiche facendo riferimento alla rotazione del ramo che genera i cerchi
  •  “Anamorfosi 03”  doppia simmetria
  •  “Anamorfosi tetraprospettica” facendo riferimento a una sorta di ‘geometria della percezione’
  •  “Ombre doppie“:  ombra doppia, memoria di un cubo 1 (e 2)  e ombra doppia, memoria di un tetraedro 1 (e2) facendo riferimento al fatto  che la loro corretta visione svela un oggetto nascosto, quello che le ha generate.
  • Video e materiali di documentazione

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ANAMORFOSI 01

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ANAMORFOSI 02 A  E ANAMORFOSI 02 B 

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ANAMORFOSI 03

 

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ANAMORFOSI TETRAPROSPETTICA

 

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OMBRE DOPPIE

 

Breve biografia di Alessandro Panzetti

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nato a  Roma il 15 dicembre 1949, vive e lavora in via Selva Candida n.311 a Roma

tel. 06/61562605; e.mail: studiodoppio@libero.it

Laureatosi in Architettura nel 1980, Alessandro Panzetti prima di impegnarsi nell’insegnamento delle tecniche artistiche si è distinto nelle attività creative quale il teatro, partecipando alle attività del Teatro Pretesto, incaricato dal Teatroscuola del Teatro di Roma per attività teatrali nelle periferie urbane. Nello stesso tempo ha coltivato le sue capacità nell’ambito musicale, sia sviluppando l’uso di vari strumenti sia con uno studio sulla musica popolare per due anni al Conservatorio di Roma nel corso tenuto da Boris Porena. È stato capace di unire la ricerca prospettica tipica dell’architettura con l’immagine in movimento. Ha realizzato così numerosi film di animazione, che hanno ricevuto premi anche a livello internazionale,  in cui ha sperimentato un linguaggio in grado di unire la ricerca sulle immagini in movimento  ed effetti particolarmente suggestivi dal punto di vista visuale. Ha unito alla ricerca grafica l’abilità nel gestire le innovazioni tecnologiche, cosa che ha realizzato anche nell’insegnamento con i giovani all’Istituto d’Arte di Pomezia. Ha realizzato corsi per il MIUR e ha preso parte a  progetti europei sul cinema d’animazione. Ultimamente ha partecipato a tre mostre:

  • nel marzo 2013 alla Mostra Inthebox4 nella Galleria Margini e Segni di Bracciano  con la realizzazione di una ‘valigia’ artistica piena di materiali  in grado di raccontare la storia di un gruppo teatrale degli anni Settanta;
  • nel maggio 2013 alla Mostra Inthebox All Sessions al Lanificio 159 a Roma;
  • nel giugno 2014 alla Mostra Con il Pretesto del Teatro nello spazio di MoLL- Monteverde Living Lab, Roma, con l’installazione Anamorfosi 01

Nel dicembre 2014 ha realizzato la sua personale nello Spazio 311b a Roma intitolata Forme inverse in cui ha presentato tre installazioni, i suoi studi e le sue videoproiezioni sull’anamorfosi. E ora grazie all’invito dell’architetto Gianni Volpe, amico dei tempi degli studi di architettura, è stato possibile realizzare la mostra arricchita di altri lavori e di nuove riflessioni nel bellissimo spazio dell’Accademia Raffaello a Urbino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PASSAGGI mostra di opere di Maria Carla Mancinelli e di Massimo Melloni

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Pitture e sculture di  Maria Carla Mancinelli e Disegni e sculture di Massimo Melloni

A cura di Stefania Fabri

 Galleria “Il Laboratorio”

Via del Moro, 49 – Roma

 Inaugurazione martedì 30 giugno 2015 ore 18.30-21

Finissage domenica 5 luglio  2015 ore 11-21

 Orari merc. giov. ven. sab. 18.00-21.00

 

La mostra “Passaggi” propone altri nuovi lavori di due artisti, Maria Carla Mancinelli e Massimo Melloni, che già hanno presentato insieme la mostra “Apparenze”. Non a caso si ripropone questo abbinamento, malgrado gli stili diversi, per una straordinaria coincidenza, che riguarda da un lato la tematica dei ‘passaggi’, che Walter Benjamin ha così bene illustrato non solo dal punto di vista degli spazi, ma come condizione dell’intelligenza e dell’immaginario, dall’altro una ricerca sull’espressività che trova nei titoli comuni delle opere, “Verso l’angelo”, un innovativo itinerario sulle mutazioni contemporanee.

L’abilità tecnica di questi due artisti è innegabile, sia nei disegni e dipinti che nelle loro enigmatiche e intriganti sculture, realizzate con materiali semplici e dai risultati immaginifici straordinari. Nelle pitture Maria Carla Mancinelli avendo affinato sempre più la sua tecnica che prevede l’uso di cemento bianco, bitume, pigmenti naturali su tavola, sviluppa paesaggi attraversati da ‘angeli’ pietrificati ed esili, mentre Massimo Melloni ripropone una serie di disegni, realizzati in passato con inchiostro, argilla liquida e acrilico su carta, che paiono raffigurare esseri materializzatisi all’improvviso e imperfettamente. Per le sculture Massimo Melloni usa legno, plastica e carta velina e Maria Carla Mancinelli retino metallico, carta, stoffa, gesso, acrilico.  Massimo Melloni presenta figure di angeli a metà tra il guerriero e il femmineo rifacendosi da una parte a una tradizione antica della figura dell’angelo e dall’altra a figurazioni che evocano l’Angelus Novus di Klee. Mentre Maria Carla Mancinelli propone figurazioni enigmatiche, colte nel momento della loro trasformazione, nel loro difficile tentativo di sviluppare le capacità angeliche.

A cura di Margini e Segni

www.marginiesegni.wordpress.com;

marginiesegni@alice.it

Angelo oscuro legg.

Digital Camera

 

 

 

 

Frammenti de “Il segreto dell’ultimo” a Centrale Preneste Teatro

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PROGETTO “IO LEGGO” A CENTRALE PRENESTE TEATRO 

LABORATORIO “PICCOLI LETTORI MUTANTI”

IMMAGINI E FRAMMENTI DELLE  B. U. T. ” (BREVI UNITA’ TEATRALI)

Argo è intento aleggere la sua parte

ARGO RIPASSA LA SUA PARTE SULL’EBOOK DI STEFANIA FABRI PUBBLICATO DA QUINTADICOPERTINA

“Argo era l’Elemento adatto, un Gas di origini nobili, fedele al suo sovrano. Sue caratteristiche principali: calma e capacità di creare atmosfere protettive. Che fosse molto intelligente, Idrogeno ne dubitava, ma era soprattutto incapace di nuocergli, e questo gli sembrava  assai importante. Felice di questa idea, Padre Idrogeno convocò Argo. Argo si presentò immediatamente, leggero, compito, con voce fresca e squillante, leggermente femminea:“Idrogeno, Signore degli Elementi, mi hai forse chiamato?”.“Diamine sì, sto per affidarti una missione speciale della massima importanza”. “Questo mi solleva, Sire. Cominciavo ad annoiarmi”. “Non sollevarti troppo, altrimenti svanirai nell’etere e io non saprò più come riacchiapparti”. “Diventerò pesante, Signore, se necessario”.“Non dire sciocchezze e ascolta attentamente: tu devi scoprire il segreto dell’ultimo…”.

Idrogeno e Tantalia

PADRE IDROGENO CONVOCA TANTALIA (L’EBOOK CONTIENE TRE PISTE DI LETTURA CON ALL’INTERNO VARIE ALTERNATIVE DI PERCORSO):

“Padre Idrogeno decise di convocare Tantalia. Era una scelta davvero originale. Quella ragazza faceva parte della famiglia dei Metalli del blocco D, quaranta Elementi la cui maggior parte di transizione, quindi poco affidabili. Era figlia di Berillio, Metallo di carattere leggero e di temperamento fragile, ma Idrogeno sapeva che sua figlia era molto intraprendente e saggia e per quanto questa scelta fosse la più azzardata per un anziano scorbutico come lui, la trovo più adeguata ad una ricerca così difficile e che comunque doveva avvenire nel Mondo dei Metalli radioattivi. Tantalia si presentò subito, molto affascinante avvolta nella sua tuta lucente sui toni del blu e del grigio, capace di resistere a qualsiasi tipo di corrosione. “Padre del Sistema, eccomi al vostro cospetto! Che cosa vi occorre? In che cosa posso esservi utile?”. “Gentile Tantalia, ti prego di portare i miei saluti a tuo padre. Ma questo lo farai solo dopo aver assolto la missione che intendo proporti…”

Nell’Introduzione alle due BUT, Padre Idrogeno si trova contemporaneamente con i suoi due ‘agenti segreti’: Argo (giallo) e Tantalia (blu)

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DANZA DEL FUOCO ATTORNO AL VULCANO

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DALL’EBOOK TANTALIA E NATRON:

“Tantalia provò un’immediata ripulsione per quel vanesio e maledisse Padre Idrogeno per quell’incarico insostenibile. Si sforzò di sciorinare subito le sue richieste: “Esimio Natron, sono qui per chiedervi su incarico del Padre del Sistema, quali siano al momento i vostri rapporti con Boro e con gli altri Elementi che lavorano nelle centrali nucleari dei Terrestri.” Dopo le sue parole, la terrà tremò sotto i loro piedi e uno sbuffo di vapore caldo li avvolse con violenza rischiando di soffocare la povera Tantalia, che cominciò a tossire.Natron si protese verso di lei per sostenerla ma Tantalia fece un balzo all’indietro rischiando di precipitare: essere sfiorata dall’imbalsamatore  era l’ultima cosa che avrebbe voluto.

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DALL’EBOOK LA FURIA DI TANTALIA

“E sarei venuta in qui sull’Etna ad  incontrare un Elemento disgustoso come te per scoprire che dovrei parlarne con mio padre?”. Natron rise ancora convulsamente questa volta.“Eh, già, bella mia! Tuo padre è stato segretario di Radio, il cugino di Idrogeno, non lo sapevi?”. “Mio padre non mi dirà mai i suoi segreti. È stato vincolato da Radio ad una riservatezza assoluta…” Tantalia era molto disorientata dalla piega che stava prendendo la sua indagine. “Oh, ma di certo troverai il modo di farlo parlare, se ti trovi in pericolo, non credi?” sghignazzò l’odioso Natron. “Vai al diavolo, imbalsamatore!”

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Ecco nel disegno di una delle bambine, Tantalia che va sul vulcano in un originale concezione spaziale del sentiero che sale e del fuoco che scende, incombente nei confronti della nostra eroina.

 

 

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Intanto i ragazzi che hanno realizzato la parte dei pianeti ( il pallone è un pianeta naturalmente) e dei neutrini si fanno fotografare… 

 

 

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DALL’EBOOK UNO DEI FINALI DI ARGO:

“Signore, – cominciò Argo – non mi è stato possibile chiarire nel dettaglio…”.“Lo so, lo so…” disse Idrogeno interrompendolo.Argo rimase congelato da queste parole. Sapeva già tutto?“So che non è stato facile realizzare la tua missione e che praticamente non hai nulla da dirmi. È vero?”.“Sì, mio Sovrano!”  balbettò Argo. “Non te ne dare pena! Ho trovato io un modo nuovo per affrontare il problema. Nel mio cervello girano ancora elettroni di buona qualità. Non sono rimbambito, come pensano certuni!” e si girò a guardarlo. Argo si sentì improvvisamente libero e leggero, da pesante e congelato che era prima. Calcolò, però, che Idrogeno stesse per combinarne un’altra delle sue. Sicuramente c’erano nuovi guai all’orizzonte. “Guarda qui dentro, Argo” lo incitò Idrogeno mostrandogli il telescopio.“Che cosa c’è, mio Signore?” domandò Argo con voce trepidante. “Tempeste solari, supernove. Questo è il nuovo settore in cui investire.” “Ma per fare che?” chiese ancora Argo. “Diamine, per fare di nuovo bang!” Argo volò via. Non volle più ascoltare il suo pazzo sovrano.

 

Diario della quarta giornata del Laboratorio “Piccoli Lettori Mutanti”

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Cominciamo con i ragazzi e la loro B.U.T (Breve Unità Teatrale) nella reggia di Padre Idrogeno. All’inizio la nostra guida (un Argo eletto dai ragazzi stessi) racconta da dove sia tratta la storia e vale a dire dall’ebook “il segreto dell’ultimo” e dove si svolge la scena (la reggia di Idrogeno nell’universo rappresentata da un ‘trono’ un po’ consunto d’altra parte sono tanti millenni che è lì !). Argo viene strapazzato da Idrogeno che lo incita a realizzare la sua missione con maggiore energia mentre  Argo è piuttosto intimorito dalla missione affidatagli e  ‘vaporizza’ facilmente all’idea di dover trovare l’ultimo elemento che si presume sia molto pericoloso, forse addirittura più potente di Idrogeno stesso. Nella reggia è presente la corte di Idrogeno rappresentata dai pianeti, i neutrini e gli antineutrini, che sono piuttosto agitati e instabili.

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studio della parte di Idrogeno e Argo

 

 

 

 

 

 

Argo e Idrogeno studiano la parte sui loro reader…Sono davvero molto compresi nel ruolo! Il loro B.U.T.  dopo il colloquio tra i due Elementi prosegue con una danza dei pianeti che ha come scenario una bellissima foto di un  ‘buco nero’ fotografato dalla NASA che i ragazzi hanno brillantemente rappresentato nei loro disegni.

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Dopo la danza dei pianeti i ragazzi si sono impegnati a rappresentare la corsa dei neutrini solari   verso il Gran Sasso dove vengono fotografati dai nostri Laboratori Nazionali.

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Ecco i nostri neutrini vestiti di giallo al trucco e che attendono di intervenire sulla scena…

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Le bambine invece si sono impegnate nella loro B.U.T. che si svolge sul vulcano Etna, dove Tantalia incontra Natron, elemento che si trova nella lava vulcanica ed è implicato anche nei lavori delle centrali nucleari, usato anticamente dagli egizi per imbalsamare i cadaveri. Tantalia non riesce ad estorcere nessuna informazione dal viscido e pericoloso Natron. Il vulcano ha acceso l’abilità pittorica delle nostre Tantalie…

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Le ragazzine si sono impegnate davvero molto e hanno realizzato una magnifica danza del fuoco e un corteo egizio molto divertente… alla fine di questa impresa Tantalia ha gettato nel vulcano il fastidioso Natron con una mossa di kung fu.

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Prima le scintille, poi le fiamme, poi il fuoco attorno al vulcano!

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Ecco il corteo egizio… ordinato e sincronizzato… e soprattutto ben truccato!

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Diario della terza giornata del Laboratorio “Piccoli Lettori Mutanti”

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PROGETTO “IO LEGGO” – “PICCOLI LETTORI MUTANTI”

Nella terza giornata del nostro Laboratorio a Centrale Preneste Teatro abbiamo cominciato con i bambini e le bambine delle classi IV A e C della scuola elementare Giulio Cesare a preparare i due B.U.T., cioè le nostre brevi azioni teatrali. Cominciamo con il personaggio di Argo e delle scene che lo riguardano. La prima azione teatrale è LA DANZA DEI PIANETI, affidata ai ragazzini e i cui personaggi sono: Padre Idrogeno e Argo e,  il gruppo dei pianeti (terranno un ‘pianeta -palla a testa in mano), la corte dei neutrini.

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LA PRIMA AZIONE E’ LA DANZA DEI PIANETI

1- I PIANETI GIRANO ATTORNO ALLA REGGIA D I ARGO DOVE SI TROVANO ARGO E IDROGENO E LA CORTE DEI NEUTRINI 

2- I PIANETI SI FERMANO: ARGO E IDROGENO ESCONO DAL GRUPPO E I NEUTRINI SI AGGREGANO

3- I NEUTRINI SI SCATENANO MUOVENDOSI VELOCEMENTE

4 – IDROGENO LI BLOCCA E DECADONO BUTTANDOSI A TERRA

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I neutrini ovviamente sono piuttosto ribelli e non è facile obbligarli a muoversi disciplinatamente come elementi coordinati…

La seconda azione è quella del VIAGGIO DEI NEUTRINI

Personaggi: neutrini del sole e della biosfera, protoni, fotoni, muoni

  • Si muovono prima i neutrini del sole correndo da un punto all’altro
  • alla corsa dei neutrini verso la terra si uniscono quelli della  biosfera
  • provano a unirsi nella corsa i protoni, ma non riescono ad andare dritti
  • si aggiungono i fotoni che arrivati alla terra si fermano
  • i protoni escono dalla corsa e si aggiungono i muoni
  • arrivano al Gran Sasso e i muoni spariscono
  • i neutrini entrano nel tunnel del Cern

neutrini

protone

fotone

muone

 

 

 

 

 

 

 

 

Il personaggio di Tantalia, seguito dal gruppo delle bambine, invece è alle prese sul vulcano Etna con il personaggio di Natron, elemento che è servito nell’antichità agli egiziani per imbalsamare i cadaveri, come era loro costume.  Quindi lo scenario è il vulcano

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LA PRIMA AZIONE DEL GRUPPO DI TANTALIA E’ LA DANZA DEL FUOCO in 4 momenti:

  • 1 – Delimitazione del campo (mettersi in cerchio)
  • 2- Sfregare le dita focaie per produrre le fiamme
  • 3 – Le scintille (braccia che si alzano e si abbassano)
  • 4 – al centro con un braccio teso per le fiamme e dopo l’accensione del fuoco si torna al giro largo                                                                

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LA SECONDA AZIONE E’ IL CORTEO EGIZIO 

Il corteo assume  diverse posizioni speculari d’immobilità e poi in coppia si muovono :

  • si muovono la prima e l’ultima inventandosi un’azione
  • si muovono altre due: la seconda e la penultima e poi assumono la posizione di profilo
  • si muovono le centrali e assumono la posizione d’immobilità
  • si muovono la terza e la quarta e assumono posizione di profilo

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Diario della seconda giornata del Laboratorio “Piccoli lettori mutanti”

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Progetto “Io leggo” a Centrale Preneste Teatro 

Giornata di eclissi di sole e giornata in cui si parla dell’universo e dei vulcani… La nostra seconda giornata di Laboratorio a Centrale Preneste Teatro con i bambini della Scuola elementare Giulio Cesare è stata molto bella!

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Come sappiamo Argo, gas leggero, è stato convocato da Padre Idrogeno nella sua reggia: evento a cui i ragazzi hanno dedicato dei bei disegni… e a cui dedicheremo una delle nostre azione teatrale…

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Argo e Padre Idrogeno che stanno nelluniverso

 

 

 

 

 

Ma siamo andati anche avanti nella lettura dell’ebook leggendo la prima avventura di Argo e la prima avventura di Tantalia. Argo è andato nella Valle dell’Inferno, dove c’è un impianto di soffioni boraciferi, chiamato Serpente di ferro,  a chiedere consiglio a suo fratello Elio, che corre leggero là dentro. Questo è un brano del loro dialogo: ”

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“Argo! Qual è lo scopo della tua missione? Che vuoi sapere?”. “È stato Idrogeno a convocarmi. Vuole che io prenda informazioni sui Radioattivi”. “I Radioattivi? Dunque è da loro che viene il pericolo!”.“Non lo sappiamo con sicurezza. Idrogeno stesso non lo sa, però li sospetta”. “Ha ragione a farlo. Specialmente i Transuranici sono senz’altro più potenti di lui. Mi sembra impossibile, però, che possano tramare la distruzione stessa del Sistema. Non converrebbe nemmeno a loro. Sono troppo giovani per cavarsela completamente da soli”.

 

Tantalia invece nella sua prima avventura viene inviata sul vulcano Etna, in Sicilia, a interrogare Natron, un carbonato di sodio, molto particolare, che deriva la sua sapienza dagli antichi Egizi che lo usavano per imbalsamare i cadaveri. Natron però che è molto scostante le dice di parlare con suo padre Polonio, cosa che fa infuriare Tantalia…

  Tantalia era emozionata. La vista sulla cima dell’Etna del cratere denominato La Voragine le toglieva il fiato. Il paesaggio privo di vegetazione assomigliava a quello lunare ma nel cratere la lava ribolliva e Tantalia ne era ipnotizzata. La testa le girava, si trovava oltre i 3.000 metri di altezza e poteva vedere anche la distesa del mare come un rifugio che la richiamava alla frescura e al piacere. Intorno a lei si alzavano varie fumarole incandescenti contenenti zolfo e ferro. Sperò che Natron apparisse al più presto, stava per sciogliersi, era pur sempre un Metallo!

Natron e Tantalia

 

 

 

 

 

 

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Dopo la lettura abbiamo proposto ai ragazzi di cominciare a studiare come avremmo realizzato le due azioni teatrali che la lettura ci ha ispirato: la scena di Argo nella reggia di Idrogeno nell’universo per i ragazzini del gruppo di Argo e la scena di Tantalia sull’Etna per le ragazzine del gruppo di Tantalia. E allora abbiamo mostrato le foto vere dell’universo realizzate dal Telescopio Hubble della NASA e le foto del vulcano che faranno da sfondo alla nostra azione teatrale e i ragazzi le hanno scelte…

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Per la prossima volta avremo molti più disegni dei ragazzi e anche la voglia di realizzare i B.U.T (brevi unità teatrali) in questo magnifico teatro destinato al teatro per ragazzi.

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Storie di sarti, nasi lunghi e fantasmi benevoli

 

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Mostra di illustrazioni inedite di tre fiabe della tradizione classica

a cura di Stefania Fabri e Maurizio Caminito

Monteverde Living Lab 13 marzo ore 18.00 – 24 aprile 2015

“L’ago” di Luigi Capuana illustrato da Rosalba Catamo

“Il compagno di viaggio” di Andersen, illustrato da Orsola Damiani

“Desiderio e Vezzosetta” di Madame de Beaumont illustrato da Marilena Pasini

La fiaba ha fornito ispirazione a moltissimi autori di tutti i tempi da Barrie a Borges. La fiaba ha saputo essere sia trasgressiva e crudele che rassicurante e consolatoria. Da quella di magia a quella della tradizione orale è sempre stata fonte di interessanti interpretazioni “fantastiche” della realtà, svelandone spesso le ambiguità e la falsità e andando a indagare ogni mistero e ogni segno del destino.

Nella mostra sono rappresentate tre fiabe della tradizione letteraria assai suggestive e anche molto particolari: “L’ago” di Luigi Capuana, illustrata da Rosalba Catamo, “Desiderio e Vezzosetta” di Madame de Beaumont, illustrata da Marilena Pasini e “Il compagno di viaggio” di Andersen, illustrato da Orsola Damiani. Queste fiabe sono state scelte dai curatori come esemplificative di storie in cui il magico si mescola con il noir, il comico si mescola con il fantastico.

La ricerca che proponiamo è quella di costruire una sottile linea di unione tra la fiaba e il racconto moderno, dove il fantastico rende una qualche forma di giustizia alla verità e alla voglia di conoscenza. E sono proprio i luoghi ad essere la maggiore fonte d’ispirazione per gli scrittori del fantastico: dalle case strane agli alberi contorti, dai cimiteri ingrigiti dal tempo alle strade che non finiscono mai. E sono anche i luoghi della città contemporanea che possono sviluppare storie fantastiche dall’effetto sorprendente. Perciò la storia de “L’ago magico” che valorizza la modesta arte del piccolo sarto e che si svolge in una ‘botteguccia’ qualsiasi, ci porta a riconsiderare l’ovvio e il marginale.

Quella di “Desiderio e Vezzosetta”, dove per aver pestato la coda a un gatto si scatena una serie di incredibili vicende tra il comico e il tragico, ci ricorda come la vergogna per i nostri difetti possa causarci gravi danni e come la paura del ridicolo sia alla base di numerosi nostri comportamenti.

Nella fiaba de “Il compagno di viaggio” che esplora il mistero per eccellenza, cioè la morte, la storia si svolge in compagnia di un fantasma riservato ma benevolo e racconta di un terribile sortilegio: il tutto immerso in un’atmosfera ‘noir’, degna di un racconto dell’orrore.  L’avventura comincia in un cimitero e poi continua raccontando di crudeltà di vario genere di fronte a un unico, modesto eroe, il nostro protagonista, che dimostra una semplicità e una rettitudine così naturale da sembrare assurda. Non è molto moderno tutto ciò?

E perché l’editoria contemporanea non torna su queste fiabe mostrandone tutta la modernità ‘filosofica’ ed esistenziale?  E soprattutto perché non interessa più all’editoria per l’infanzia quella capacità attraverso l’illustrazione di svelarne i segreti, i reconditi suggerimenti per un pubblico di tutte le età?

Perché non raccontiamo più fiabe? Perché le vediamo numerose solo al cinema modernizzate in maniera ridicola? Perché questo immaginario meraviglioso e per niente ovvio lo vediamo banalizzato e reso stupidamente moderno, quando è anticamente sapiente? Questi sono i nostri ragionamenti che la nostra mostra ha svelato efficacemente!

Catalogo stampato in proprio a cura di Margini e Segni.

per comunicazioni: marginiesegni@alice.it