PAS DE DEUX Mostra con Massimo Melloni e Sabine Pagliarulo

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PAS DE DEUX :  LA MOSTRA ALLESTITA

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PAS DE DEUX – ABBINAMENTI NON CAUSALI

PRESENTAZIONE

di Stefania Fabri

Pur essendo molto diversi,  Sabine Pagliarulo e Massimo Melloni sono in qualche modo accomunati da una stessa attitudine poetica, che li induce a tradurre nelle loro opere un’acuta  sensibilità nei confronti delle ‘messe in scena del reale’ traducendole in forme ideali ma pertinenti. Nulla è lasciato al caso, tutto è ripetuto in differenti accezioni per un’indagine sempre più intensa che unisce la percezione alla ricerca interiore.

“Ho derubato i boschi” “Ho derubato i Boschi – / I fiduciosi Boschi – / Gli innocenti Alberi/ Mostravano i loro Ricci e i loro muschi / Per compiacere la mia fantasia – /Esplorai curiosa i loro ninnoli – /Afferrai – strappai via – / Che dirà l’austero Abete – / Che dirà la Quercia?”.  Questi versi di Emily Dickinson descrivono felicemente il vagabondare di Sabine Pagliarulo  nei segni che la contraddistinguono, non solo per il ritrovamento nelle sue ceramiche di forme tra l’astratto e il vegetale, ma soprattutto per quel divertimento soave che si percepisce, quella partecipazione e quel riconoscimento alla natura, che accompagna le sue forme. Ma non ci si può fermare qui, perché la personalità di Sabine,  ha attinenza anche con  ‘quell’anima sentinella’, citata da Rimbaud, che non si contenta di ammirare le forme naturali, ma va in cerca anche di  quelle increspature che denotano un abbandono al trascorrere del tempo che dissecca e asciuga. foglie e madrepore, 37 cm

 

Un velo di  Maya nelle trasparenze

Le opere di Massimo Melloni, che non si possono definire solo ‘pitture’, sono meticolosamente preparate attraverso diverse ‘velature’. Questa tecnica così accurata si può interpretare come una moderna concezione del velo di Maya, quale è stato definita da Schopenhauer,  cioè qualsiasi fenomeno materiale è solo parvenza, illusione, sogno: “un velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista, perché Maya rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua” . Ilmondo dunque è una propria rappresentazione, una propria personale illusione ottica. Ma per Massimo Melloni tutto questo non ha  un’accezione pessimistica,  infatti è possibile rovesciare questo assioma e immergersi  in queste trasparenze rendendo la realtà più accettabile, perché esse ci separano dalle forme disordinate del reale.

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NOTE BIOGRAFICHE DEI DUE ARTISTI

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MASSIMO MELLONI

Formazione: Studi classici. Accademia di Belle Arti di Roma -sezione pittura- sotto la guida di Franco Gentilini.

Mostre personali : 2012 Le sensazioni evocate, Limen otto9cinque, Roma (a cura di Massimo Riposati); 2012 Ombre, Artidec, Bracciano; 2011 Le vibrazioni delle trasparenze, Spazio Artificio, Roma, (a cura di Massimo Riposati); 2010 Acqua, un confine, Magazzini della Lupa, Tuscania (con Leena Knuuttila); 2006 Terre, Artidec, Bracciano; 2003 Biblioteca Comunale, Porto Sant’Elpidio; 2003 Galleria Flaviostocco, Castelfranco Veneto (a cura di Giovanni Lombardo Radice); 1999 Mole Vanvitelliana, Ancona (a cura di Lucio Del Gobbo); 1992 Galleria Giraldi, Tolentino (a cura di Antonio De Sanctis); 1979 Galleria Gregoriana 42, Roma (a cura di Luciano Chesini); 1978 Galleria Albertina, Torino (a cura di Luciano Marziano); 1978 Galleria Margutta, Roma (a cura di Luciano Marziano)

Mostre collettive: 2012 Keramikos. La ceramica d’arte nella Tuscia e nel Lazio, Bracciano-Tuscania-Tarquinia; 2010 Keramikos. Festival internazionale della ceramica d’arte, Artidec, Bracciano; 2007-2009 Keramikos, Artidec, Bracciano; 2004 Contro, Porto Sant’Elpidio; 2000 BNL Una banca oltre il mecenatismo, Chiostro del Bramante, Roma (a cura di Giuseppe Appella); 1999 Sforzacosta (a cura di Lucio Del Gobbo e Nino Ricci); 1998 Palazzo Comunale, Castelfidardo (a cura di Lucio Del Gobbo); 1993 Arte Fiera, Bologna (in collaborazione con la cooperativa Eta Beta); 1986 Galleria Giraldi, Tolentino (a cura di Antonio De Sanctis);

Esposizioni permanenti e scultura monumentale: 2004 Collezione Graziosi – Peschi, Monte Cosaro, scultura in terracotta; 2004 Monumento Avis, Via della Pace, Tolentino, fontana, fusione ghisa; 2002 Arroccato, Rocca Varano, Camerino, terracotta e ferro; 2000 Raccolta di Arte Contemporanea BNL, Roma, sculture in terracotta; 2000 Museo dello Splendore, Giulianova, scultura in terracotta; 1999 Museo della Caricatura, Tolentino, scultura in terracotta; 1998 Raccolta Banca delle Marche, Macerata, scultura in terracotta; 1997 Traguardo, Hotel Marche, Tolentino, terracotta, ferro e cemento; 1994 Monumento Avis, Treia, fusione bronzo; 1986 Scene dal Nuovo Testamento, Basilica di San Nicola, Tolentino, sculture in terracotta.

SABINE PAGLIARULO

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E’ un’artista franco-italiana nata a Roma nel 1967. Ecco che cosa dice di se stessa: “ La natura è la mia principale ispirazione, non un’identificazione con essa ma piuttosto un sentimento di gratitudine per la sua bellezza e le emozioni che suscita; una proiezione dei miei sentimenti nell’elemento naturale. Mi capita spesso di stupirmi davanti allo spettacolo della Natura dove bellezza, ma non mera perfezione estetica, e semplicità, ma spesso solo apparente, si combinano in un’armonia vibrante. Mi sono avvicinata alla ceramica casualmente con il “Raku” che mi affascinava: essenziale, naturale, dove le tracce della lavorazione sono in evidenza, dove l’imperfezione altro non è che il segno della mano e dell’anima dell’artista e i pezzi hanno un fascino sottile e raffinato senza apparire irregolari o asimmetrici. Mi piace vivere questa bellezza nella vita quotidiana, affollandone ogni momento, dove tutto, anche i miei pezzi, partecipa di una poetica “messa in scena”. E’ così anche in questa mostra intitolata “Pas de deux” dove le opere vogliono rievocare un’emozione, un giardino, un dipinto. Ancora una volta declino le mie origini francesi con i principi dell’estetica orientale a me così cari: come in un giardino Zen, quello “ messo in scena” è la semplificazione di un giardino dove l’artista, usando materiali semplici, esprime l’essenza delle cose; come nei giardini francesi, seggioline di ferro per un pubblico che vaga rêveur intorno a uno specchio d’acqua dove un alito di vento crea increspature e muove la “natura”. Tutt’intorno i dipinti di Massimo Melloni che, lontano dall’essere mera cornice, partecipano allo spettacolo, sfumando il confine tra sogno e realtà, enfatizzando l’illusione poetica, giocando, con i toni scuri, a ricreare una dualità di luce e ombra, materia e colore, ceramica e pittura, donna e uomo. Tutto sembra volteggiare in un unico respiro come in un passo di danza a due. L’arte educa all’armonia?”

http://www.terreceramiche.com

 

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SFERE D’ARTISTA

ABBIAMO PARTECIPATO ALL’INSTALLAZIONE “SFERE D’ARTISTA’ ORGANIZZATA DA SIMONA SARTI DELLA GALLERIA MONTEGIORDANO AL CARPET PER IL “NATALE IN TRIONFALE” CON DUE NOSTRE CREAZIONI DI MICROARTE E DI MICROEDITORIA… E ANCHE ALL’EVENTO DI CHIUSURA CON LA LETTURA DI ALCUNI RACCONTI BREVI DEL ‘BESTIARIO INNATURALE’….

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QUESTA  E’ LA PRIMA SFERA DI STEFANIA INTITOLATA “GIOCHI E STORIE DI GATTI E CANI”

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COMPRENDE:

–  Gioco memory di microeditoria sulle Fiabe classiche con 20 tessere (ecco qui una delle tessere riferita alla fiaba dei Fratelli Grimm “Il pigro Cecco”)

–  vari materiali sui gatti: libretto di micro editoria “Piccole storie di Gatti e di Cani”, Mini illustrazione da colorare di Marilena Pasini(qui rappresentata), Rotolino con Canzoni sui gatti, Gatte curiose: minilibretto di poesie sui gatti;   un vecchio libretto pop up sui gatti (Mondadori).

il pigro cecco_grimm

il gatto e la lumaca

QUESTA E’ LA SECONDA SFERA DI MAURIZIO INTITOLATA “CAMMELLI E CALIFFI”:

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COMPRENDE:  

–  libretto di microeditoria  con due storie da completare su Cammelli e Califfi (il cammello qui rappresentato è di Marilena Pasini)

–  Cilindro con colori a cera

–  Mini Gioco dell’oca con  vecchi animali di legno dell’Africa e dado

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LETTURA ALL’EVENTO FINALE CON ALTRI POETI E ATTORI

BESTIARIO INNATURALE, INEDITO DI STEFANIA FABRI:

il Bestiario sottintende un animale preciso ma anche allude molto agli umani e ai loro comportamenti tra il naturale e l’innaturale:

“IL CAMBIAMENTO”

Dove era nato? Forse in una terra di non uomini e non animali, nell’eterno tempo del sogno, dove l’unica legge era il cambiamento, lì doveva essere  nato.

In quella terra, raccontò un giorno, la pelle del canguro si era trasformata in lago, la montagna al tramonto cantava usando i ciottoli e le fronde.

Gli spiriti dei non nati sugli alberi la notte attendevano di potersi trasformare in umani. La luna e il corvo si fermavano ad ascoltare il saggio: l’uomo il cui cervello si diceva che fosse di cristallo di rocca. Egli era ritenuto capace di parlare ad ogni creatura della natura, pietra o animale che fosse.

Ma lui era il più strano di tutti, era diverso da tutti. Non era qualcosa di definito, di classificabile, non rifiutava di frugare nella melma, ma all’occorrenza si comportava come un rettile. Era in grado di stare nell’acqua per ore e se messo alla prova mangiava di tutto anche cose schifose. Era in grado di ascoltare i brividi delle foglie che si lamentavano d’ingiallire.

Sapeva di essere il custode del grande segreto e solo a lui il saggio un giorno lo chiese. E solo a lui raccontò l’orribile frastuono del cambiamento, quando i cieli si rovesciarono per creare la terra.

IL PRETESTO DEL VIAGGIO ALL’INDIETRO

Condivisione della valigia come box del recupero di una storia degli anni ’70…

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I vari documenti nella valigia come ricerca di un percorso creativo sul teatro e sul vissuto di un collettivo

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Nei libri self publishing… un copione teatrale scritto da noi de “La strada di Muu”, documenti sulla vita al Casale di Selva Candida in “Vita in comune”, quello che ci interessava e ci piaceva documentato ne “Il contesto del Pretesto”, il passaggio all’animazione come scelta politica verso il sociale…

libretti

 Vita in comune

Fusco+carriola..

Dai ‘racconti’ contenuti in “Vita in comune”

 I Pionieri scelsero Borgochiaro come loro dimora. Chi cerca un’abitazione scorre accuratamente gli annunci. Chi poi deve trovarla per sé ed anche altre persone si sofferma a considerare solo quelle piuttosto spaziose. E se non ha quattrini da spendere ma idee ambiziose e progetti innovatori può addirittura imbattersi in qualcosa di speciale: non una casa ma un pianeta. Questo pianeta aveva l’aspetto di un casale rustico male in arnese, ma gli occhi dei pionieri che sanno guardare lontano, lo videro come sarebbe stato in futuro.

Da “Il contesto del Pretesto”: primo concerto rock a Caracalla

il primo concerto rock a Caracalla

“La strada di Muu”: Il copione realizzato con la tecnica della ‘scrittura collettiva’, un misto di ricordi d’infanzia, Shakespeare, l’antropologia strutturale, poeti greci…: allestimento minimale

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Quarto libretto “L’animazione” dove si racconta anche del mitico “Storia di re, draghi, ciarlatani e popolo in rivolta”!…

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2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 2.800 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 5 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.