LE VOCI DEI LIBRI

In seguito all’approvazione del progetto “Conversazioni in Biblioteca” – Progetto finanziato con la legge regionale 23 ottobre 2009, n.26, di cui al BURL n. 97 del 06/12/2016, e alla successiva rimodulazione del 24/3 u.s., abbiamo realizzato un ciclo di incontri nelle biblioteche del sistema bibliotecario ceretano-sabatino sulle metodologie di promozione della lettura rivolte ai ragazzi e ai giovani adulti in vari contesti, nella scuola e nella biblioteca. In questo modo si è cercato di mettere  in evidenza le ultime riflessioni sulla lettura, anche in ambito digitale, e quindi il quadro generale in cui è necessario collocare la lettura oggi. Lo scopo è stato quello di fornire sia agli operatori (bibliotecari, insegnanti e genitori) che già fanno dei libri e della lettura un punto chiave del loro modus operandi, ancora più strumenti per utilizzare al meglio “le voci dei libri”, gli spunti e le suggestioni, cioè, che la lettura di alcuni libri ci propone. Nel corso di ciascun incontro sono stati illustrati questi princìpi ed è stata proposta un’esercitazione pratica su uno di essi.

Il progetto si è avvalso di alcune riflessioni e premesse che sono fondamentali per comprendere meglio la lettura nel contesto del contemporaneo. Infatti si è ritenuto che per qualificare le attività di promozione della lettura con i ragazzi e i giovani a scuola e in biblioteca è necessario tenere presente le ultime acquisizioni degli studiosi e le più significative riflessioni che provengono da vari ambiti e quindi delineare un quadro generale a partire da varie suggestioni. In particolare abbiamo ritenuto interessanti le ricerche dei cognitivisti come Maryanne Wolf (autrice del famoso “Proust e il calamaro”, pubblicato da Vita e pensiero), che hanno studiato il funzionamento del cervello umano dando origine ad alcuni interessanti quesiti: il funzionamento del cervello destro che favorisce l’immagine e quello sinistro che favorisce la lettura potrebbero crearci un problema nel futuro? Se il calamaro che ha un unico neurone riesce ad apparire ‘furbo’ dato che riesce a trasmettere segnali con questo primitivo sistema nervoso, non finiremo per ridurci come lui?
Il processo della lettura viene considerato qualcosa di fenomenale dal punto di vista dell’adattamento dagli scienziati neuro-cognitivi. Ciò che vedono minacciata però è ciò che viene definita ‘lettura profonda’, che non significa semplicemente capire quello che si legge, ma attiene piuttosto a quei processi di comprensione sofisticati che definiscono la crescita di un ‘pensiero’. E allora cresce il sospetto che prima di tutto bisogna insegnare a concentrare un’attenzione ormai sfuggente per cogliere alcuni spunti fondamentali per la crescita di un lettore che sarà diverso dal passato, ma che non userà solo le immagini per comunicare come l’uomo preistorico delle caverne.

Abbiamo selezionato perciò 10 principi che consentono al lettore moderno di distinguere diverse modalità di approccio alle letture per sviluppare diverse capacità di concentrarsi sui libri. Nel corso degli incontri i 10 principi sono stati illustrati ai partecipanti e poi è stata realizzata un’esercitazione su uno dei principi individuati, in particolare sul primo e sul settimo.

 

ATTIVITA’ DI LETTURA SECONDO DIECI PRINCIPI

 1. Principio della classificazione alla Perec

Georges Perec in “Pensare/classificare”[1] ha distinto due categorie di letture: «quelle che vanno ad aggiungersi a un’altra occupazione (attiva o passiva), e quelle invece che sono la sola occupazione in quel momento». Queste due modalità sono assolutamente le più praticate, ma non ci rendiamo conto di quanto siano diverse e di come possano essere maggiormente qualificate.

2. Principio del giardino di Epicuro

Secondo quanto ricordato da Adriano Tilgher in “Filosofi antichi”[2], il filosofo greco Epicuro che come sappiamo era attirato dal principio del piacere aveva una stanzuccia dove aveva collocato i testi che gli interessavano sul serio e usava discuterne con altri passeggiando in un giardino. In questo principio vengono valorizzati due elementi fondamentali: il primo riguarda l’ambiente in cui mettere in evidenza i libri preferiti, la propria piccola biblioteca del momento, cioè legata alle riflessioni e alle suggestioni di quel particolare periodo; l’altro riguarda la possibilità di condividerle con una discussione con altri lettori.

  1. Principio di Peter Pan

La studiosa americana Alison Lurie nel libro “Non ditelo ai grandi”[3] ha scoperto che esistono bambini che non vogliono crescere, come Peter Pan[4], cioè diventare grandi la trovano una cosa noiosa, e spesso sono quelli che in materia di lettura fanno le scelte più interessanti perché non scelgono mai i libri che potrebbero piacere ai genitori o agli insegnanti ma solo quelli che in maniera sorprendente divertono soltanto i non adulti. Bisognerà lavorare sulle scelte di questi lettori alla Peter Pan che prima vanno individuati nel grande gruppo e poi si tratterà di far emergere le loro scelte, che dovrebbero essere le meno ovvie e magari capaci di trainare anche gli altri.

  1. Principio di Alice

Come sappiamo l’Alice di Lewis Carroll (e qui ricordiamo la bellissima edizione di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, illustrata da Tenniel)[5], si addormenta davanti a un libro senza figure.  Questo vuol dire che ci dobbiamo dedicare a scegliere libri illustrati che però possano piacere a una ragazzina particolare come Alice, infatti Alice è un’eroina del tutto particolare: lo è perché lascia la tranquillità del noioso pomeriggio al parco per inseguire il Bianconiglio, quindi la novità.  Senza fermarsi lo segue fino a cadere in un mondo sconosciuto: la sua caduta, però, non è un precipitare, ma una discesa lunga, un lento passaggio dal mondo del reale al mondo delle Meraviglie. E’ un eroina anche perché affronta la Regina di Cuori, personaggio che rappresenta il potere e l’autorità come forzatura, però la sconfigge con la forza della consapevolezza e della fiducia in se stessa.

 5 . Principio del ‘sospetto’

Dorothy Sayers, nota scrittrice inglese di gialli, racconta esaminando la “Poetica” di Aristotele[6] che molto semplicemente la ricetta del racconto poliziesco ruota attorno all’inganno del lettore, di indurlo a credere al falso, ma ovviamente non “il falso tanto per dirlo”, ma bensì si deve alimentare nel lettore il principio del ‘sospetto’, facendo attenzione al fatto che il presunto colpevole ‘il manifestatamente sospetto” è di sicuro innocente. Tale principio funziona in generale su ogni tipo di lettura: è un fondamento del piacere della lettura. Nessun finale può essere piacevole se troppo prevedibile.

  1. Principio del buon vicino e del cattivo vicino                                                 Con la cosiddetta ‘legge del buon vicino’ che governava la biblioteca di Aby Warburg, come racconta Ernst Gombrich nel libro su di lui,[7] si può organizzare una piccola ‘biblioteca’ particolare, (ma anche è necessario evitare il ‘cattivo vicino’ secondo Bevilacqua in “La biblioteca di Fort Knox”)[8].Aby Warburg volle fondare una biblioteca che rispecchiasse nel suo ordinamento non la biblioteconomia, ma il pensiero umano. “Il libro conosciuto non è quello di cui si ha bisogno. Quello che gli sta vicino nello scaffale deve allora contenere l’informazione essenziale anche se il suo titolo non lo fa pensare”. Per Bevilacqua invece è possibile costruire un anfiteatro di libri inutili in giardino oppure fare carbonella per il barbecue con i libri che stanno in cantina e che nessuno ha desiderio di leggere.
  1. Principio dell’atlante bizzarro 

 Il collettivo di autori denominato Wu Ming ha realizzato un bel libro per ragazzi dal titolo “Cantalamappa”[9] che partendo da due stralunati personaggi di tardo hippies, grandi viaggiatori, Guido e Adele Cantalamappa, conduce i lettori attraverso avventure incredibili e situazioni paradossali che però, e questo è il grande merito del libro, non sono del tutto immaginari, anzi hanno tutti una chiave assai interessante e realmente verificabile. Partendo da queste avventure ci si può esercitare a trovare in biblioteca luoghi e personaggi particolari. Quello che ci ha colpito di più è stato il viaggio in Portogallo al largo delle cui sponde si trova nel centro dell’Oceano la più grande isola di plastica galleggiante provocata dall’inabissamento di una nave carica di 28.000 giocattoli di plastica, in particolare paperelle.

  1. Principio della carovana nel deserto

Ci siamo ispirati al progetto di Jamila, una libraria del tutto speciale, che ha percorso con la sua Carovana zone desertiche per portare i libri nei luoghi più lontani e dimenticati. Questo denota un grande amore per i libri e per chi ancora non li conosce. La sua storia è raccontata da Fatema Mernissi[10]. Jamila ci racconta la storia incredibile tra passato e innovazione del giornale Dalil-Al- Internet dove si possono trovare rubriche matrimoniali per le ragazze e lavori per i ragazzi.

  1. Principio delle ‘voci’ dei libri

Seguiamo il principio delle differenze culturali che sono una ricchezza da valorizzare  come nel libro di Marco Aime “Una bella differenza”. Si cercherà allora di rappresentare con i libri ‘mondi’ diversi che possano valorizzare le diverse attitudini e  i differenti modi in cui si concretizzano differenze culturali. E anche facciamoci coinvolgere da  “Le voci dei libri” di Ezio Raimondi[11] in cui si racconta di una casa dove non c’erano libri. I libri arrivarono con la scuola e rappresentarono “doni per il futuro”. Quindi da bambino Raimondi coltiva l’idea del libro come creatura vivente, quasi un amico, capace di raccontare un mondo diverso con fantasie straordinarie e ragioni più grandi. Si arriva all’idea che l’uomo comune è un narratore, lo scrittore quindi è capace di far brillare una luce che riguarda tutti. Perciò per Raimondi ci sono libri che ci parlano e la loro voce rimane impressa nella nostra memoria, ci accompagnano dall’infanzia e via via se ne aggiungono altri…

  1. Principio dello scambio

Il principio dello scambio delle letture è stato ben identificato da Piero Innocenti in “La pratica del leggere”[12] come mezzo di adeguamento ad un’altra intellettualità. Innocenti cita la poetessa Emily Dickinson e la cognata Sue, che lo praticavano con grande soddisfazione. All’inizio del libro Innocenti racconta che ad una sua amica chiese: “Che cos’è per te la lettura?” e l’altra lì per lì sconcertata rispose. “Confrontarsi, imparare, provare ciò che non proverei mai, vivere cose che un altro ha vissuto, passare il tempo”. Nel tempo Innocenti ha capito che quell’amica gli aveva risposto allo stesso modo di Sartre che dichiarò di aver cominciato a vivere con i libri e con quelli voleva terminarla.

[1] Georges Perec, Pensare/classificare, Milano, Rizzoli, 1989.

[2] Adriano Tilgher, Filosofi antichi, Roma, Atlantide, 2016

[3] Alison Lurie, Non ditelo ai grandi, Milano, Mondadori, 1993 (oggi fuori catalogo).

[4] J. M. Barrie, Peter Pan nei giardini di Kensington, Milano, Rizzoli, 1981

[5] Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, Milano, Gribaudo, 2015 (J. Tenniel – Illustratore)

[6] Dorothy Sayers, “Aristotele e la detective story” conferenza citata in: Renzo Cremante, Loris Zambelli, La trama del delitto. Teoria e analisi del racconto poliziesco, Parma. Pratiche Editrice, 1980, pagg 65-76.

[7] Ernst H. Gombrich, Aby Warburg. Una biografia intellettuale, Milano, Feltrinelli, 2003.

[8] Emanuele Bevilacqua, La biblioteca di Fort Knox, Roma, Cooper, 1994.

[9] Wu Ming, Cantalamappa. Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose, Milano, Mondadori Electa, 2015.

[10] Fatema Mernissi, Karawan. Dal deserto al web, Firenze, Giunti, 2004.

[11] Ezio Raimondi, Le voci dei libri, Bologna, Il Mulino, 2012.

[12] Piero Innocenti, La pratica del leggere, Milano, Editrice Bibliografica, 1989.

 

 

 

 

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Frammenti de “Il segreto dell’ultimo” a Centrale Preneste Teatro

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PROGETTO “IO LEGGO” A CENTRALE PRENESTE TEATRO 

LABORATORIO “PICCOLI LETTORI MUTANTI”

IMMAGINI E FRAMMENTI DELLE  B. U. T. ” (BREVI UNITA’ TEATRALI)

Argo è intento aleggere la sua parte

ARGO RIPASSA LA SUA PARTE SULL’EBOOK DI STEFANIA FABRI PUBBLICATO DA QUINTADICOPERTINA

“Argo era l’Elemento adatto, un Gas di origini nobili, fedele al suo sovrano. Sue caratteristiche principali: calma e capacità di creare atmosfere protettive. Che fosse molto intelligente, Idrogeno ne dubitava, ma era soprattutto incapace di nuocergli, e questo gli sembrava  assai importante. Felice di questa idea, Padre Idrogeno convocò Argo. Argo si presentò immediatamente, leggero, compito, con voce fresca e squillante, leggermente femminea:“Idrogeno, Signore degli Elementi, mi hai forse chiamato?”.“Diamine sì, sto per affidarti una missione speciale della massima importanza”. “Questo mi solleva, Sire. Cominciavo ad annoiarmi”. “Non sollevarti troppo, altrimenti svanirai nell’etere e io non saprò più come riacchiapparti”. “Diventerò pesante, Signore, se necessario”.“Non dire sciocchezze e ascolta attentamente: tu devi scoprire il segreto dell’ultimo…”.

Idrogeno e Tantalia

PADRE IDROGENO CONVOCA TANTALIA (L’EBOOK CONTIENE TRE PISTE DI LETTURA CON ALL’INTERNO VARIE ALTERNATIVE DI PERCORSO):

“Padre Idrogeno decise di convocare Tantalia. Era una scelta davvero originale. Quella ragazza faceva parte della famiglia dei Metalli del blocco D, quaranta Elementi la cui maggior parte di transizione, quindi poco affidabili. Era figlia di Berillio, Metallo di carattere leggero e di temperamento fragile, ma Idrogeno sapeva che sua figlia era molto intraprendente e saggia e per quanto questa scelta fosse la più azzardata per un anziano scorbutico come lui, la trovo più adeguata ad una ricerca così difficile e che comunque doveva avvenire nel Mondo dei Metalli radioattivi. Tantalia si presentò subito, molto affascinante avvolta nella sua tuta lucente sui toni del blu e del grigio, capace di resistere a qualsiasi tipo di corrosione. “Padre del Sistema, eccomi al vostro cospetto! Che cosa vi occorre? In che cosa posso esservi utile?”. “Gentile Tantalia, ti prego di portare i miei saluti a tuo padre. Ma questo lo farai solo dopo aver assolto la missione che intendo proporti…”

Nell’Introduzione alle due BUT, Padre Idrogeno si trova contemporaneamente con i suoi due ‘agenti segreti’: Argo (giallo) e Tantalia (blu)

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DANZA DEL FUOCO ATTORNO AL VULCANO

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DALL’EBOOK TANTALIA E NATRON:

“Tantalia provò un’immediata ripulsione per quel vanesio e maledisse Padre Idrogeno per quell’incarico insostenibile. Si sforzò di sciorinare subito le sue richieste: “Esimio Natron, sono qui per chiedervi su incarico del Padre del Sistema, quali siano al momento i vostri rapporti con Boro e con gli altri Elementi che lavorano nelle centrali nucleari dei Terrestri.” Dopo le sue parole, la terrà tremò sotto i loro piedi e uno sbuffo di vapore caldo li avvolse con violenza rischiando di soffocare la povera Tantalia, che cominciò a tossire.Natron si protese verso di lei per sostenerla ma Tantalia fece un balzo all’indietro rischiando di precipitare: essere sfiorata dall’imbalsamatore  era l’ultima cosa che avrebbe voluto.

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DALL’EBOOK LA FURIA DI TANTALIA

“E sarei venuta in qui sull’Etna ad  incontrare un Elemento disgustoso come te per scoprire che dovrei parlarne con mio padre?”. Natron rise ancora convulsamente questa volta.“Eh, già, bella mia! Tuo padre è stato segretario di Radio, il cugino di Idrogeno, non lo sapevi?”. “Mio padre non mi dirà mai i suoi segreti. È stato vincolato da Radio ad una riservatezza assoluta…” Tantalia era molto disorientata dalla piega che stava prendendo la sua indagine. “Oh, ma di certo troverai il modo di farlo parlare, se ti trovi in pericolo, non credi?” sghignazzò l’odioso Natron. “Vai al diavolo, imbalsamatore!”

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Ecco nel disegno di una delle bambine, Tantalia che va sul vulcano in un originale concezione spaziale del sentiero che sale e del fuoco che scende, incombente nei confronti della nostra eroina.

 

 

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Intanto i ragazzi che hanno realizzato la parte dei pianeti ( il pallone è un pianeta naturalmente) e dei neutrini si fanno fotografare… 

 

 

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DALL’EBOOK UNO DEI FINALI DI ARGO:

“Signore, – cominciò Argo – non mi è stato possibile chiarire nel dettaglio…”.“Lo so, lo so…” disse Idrogeno interrompendolo.Argo rimase congelato da queste parole. Sapeva già tutto?“So che non è stato facile realizzare la tua missione e che praticamente non hai nulla da dirmi. È vero?”.“Sì, mio Sovrano!”  balbettò Argo. “Non te ne dare pena! Ho trovato io un modo nuovo per affrontare il problema. Nel mio cervello girano ancora elettroni di buona qualità. Non sono rimbambito, come pensano certuni!” e si girò a guardarlo. Argo si sentì improvvisamente libero e leggero, da pesante e congelato che era prima. Calcolò, però, che Idrogeno stesse per combinarne un’altra delle sue. Sicuramente c’erano nuovi guai all’orizzonte. “Guarda qui dentro, Argo” lo incitò Idrogeno mostrandogli il telescopio.“Che cosa c’è, mio Signore?” domandò Argo con voce trepidante. “Tempeste solari, supernove. Questo è il nuovo settore in cui investire.” “Ma per fare che?” chiese ancora Argo. “Diamine, per fare di nuovo bang!” Argo volò via. Non volle più ascoltare il suo pazzo sovrano.

 

PICCOLI LETTORI MUTANTI

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 PICCOLI LETTORI MUTANTI DALL’EBOOK AL TEATRO

Laboratorio a cura di Maurizio Caminito e Stefania Fabri sull’ebook per ragazzi IL SEGRETO DELL’ULTIMO in collaborazione con  Centrale Preneste Teatro all’interno del progetto ” Le storie abitano nei libri” approvato dalla Regione Lazio con il bando “Io leggo”, con partecipazione dell’Istituto Comprensivo “Via Dal Verme” scuola primaria Giulio Cesare, IV elementare classe C, insegnante Chiara Pacella, e della IV elementare classe A, insegnante Mina Giudice

Premessa

Davanti al ‘nativo digitale’, che avrebbe grandi potenzialità nell’apprendimento informale in ambienti digitali, ci sono in Italia resistenze e inaccettabili chiusure.  Eppure di ‘intelligenza collettiva’ Pierre Lévy ne ha parlato parecchio tempo fa in Europa, ma è in Usa che a partire dalle sue intuizioni si è sviluppata di più la teoria della ‘cultura convergente’. Per esempio  Henry Jenkins[1] attraverso il suo lavoro al MIT ha prodotto ricerche ed è pervenuto alle tre modalità che potremmo interpretare così: “perdere tempo, trastullarsi, diventare fanatico della tecnologia”​​, che consentono al nativo digitale di usare la tecnologia senza subirla.

Ed è palese che se i lettori non si abituano a un ‘consumo culturale’ del digitale, saranno solo un po’ più in là utenti da scappa e fuggi nel mondo dei tweet, dello ‘snark’ antipedagogico, del litigio col prossimo senza conoscerlo, del facebook ‘perditaditempo’. E’ questo che dobbiamo affrontare, la priorità culturale dei consumi digitali…e l’ebook ha un posto fondamentale in questo contesto.

In un primo Laboratorio sull’ebook de “Il segreto dell’ultimo”, pubblicato da Quintadicopertina.com, storia fantascientifica ambientata nella Tavola Periodica degli Elementi, realizzato con la quarta E della scuola elementare San Francesco alla Biblioteca di Anguillara Sabazia, si è evidenziato che i bambini, anche se non hanno mai letto un ebook e addirittura alcuni nemmeno hanno mai usato un computer, sono attratti da quello che si potrebbe definire il cyber-mondo, quello dove c’è la tecnologia e  in questo caso anche quella cosa fantascientifica, ma assolutamente reale che è la chimica, dominata dai fantastici ‘elementi’ della Tavola Periodica. Si abituano facilmente a pensare ai Gas Nobili e ai Metalli e alla radioattività… Per cui la lettura di questo ebook sviluppa anche una riflessione sull’ambiente e sull’uso del nucleare.

L’attività

La proposta, rivolta a due classi di bambini del secondo ciclo delle elementari è articolata su due programmi di attività, o meglio due fasi dello stesso programma, caratterizzati dal coinvolgimento nella lettura di una storia per l’eBook che darà come esito del lavoro una “messa in scena” per un teatro minimale e tecnologico, il tutto accompagnato da un ‘giornale on line”.

Vi saranno quattro figure che accompagneranno le letture e il teatro:

La ‘guida per la lettura’, cioè l’autrice dell’ebook, Stefania Fabri , spiegherà e condurrà i ragazzi nei percorsi di ascolto delle letture e nelle scelte degli itinerari da seguire.

Il “maestro costruttore”, cioè Maurizio Caminito: aiuterà i ragazzi a “mettere in scena” le storie e a realizzare il giornalino on line.

I ‘mutanti’: ragazzi e attori di Centrale Preneste Teatro che leggeranno e metteranno in scena la storia a partire dal testo dell’eBook.

il ‘castaldo’: l’organizzatore di Centrale Preneste Teatro

L’obiettivo del laboratorio è quello di produrre e condividere una serie di letture, scritture e azioni teatrali che potranno assumere la forma di:

‘L.O.B’ (Lettura ottenuta per bivi): lettura ottenuta per bivi, cioè secondo le scelte dei lettori

‘B.U.T.’ (Brevi Unità Teatrali): unità elementari di teatro, cioè piccole scene teatrali realizzate dai ragazzi per illustrare i percorsi e le storie dell’ebook.

‘B.O.L.’ (Blog Ottenuto Leggendo): un blog, realizzato collettivamente per l’occasione, che permetterà ai ragazzi di documentare il lavoro delle classi.

[1] Cfr il suo blog,  http://henryjenkins.org/

SFERE D’ARTISTA

ABBIAMO PARTECIPATO ALL’INSTALLAZIONE “SFERE D’ARTISTA’ ORGANIZZATA DA SIMONA SARTI DELLA GALLERIA MONTEGIORDANO AL CARPET PER IL “NATALE IN TRIONFALE” CON DUE NOSTRE CREAZIONI DI MICROARTE E DI MICROEDITORIA… E ANCHE ALL’EVENTO DI CHIUSURA CON LA LETTURA DI ALCUNI RACCONTI BREVI DEL ‘BESTIARIO INNATURALE’….

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QUESTA  E’ LA PRIMA SFERA DI STEFANIA INTITOLATA “GIOCHI E STORIE DI GATTI E CANI”

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COMPRENDE:

–  Gioco memory di microeditoria sulle Fiabe classiche con 20 tessere (ecco qui una delle tessere riferita alla fiaba dei Fratelli Grimm “Il pigro Cecco”)

–  vari materiali sui gatti: libretto di micro editoria “Piccole storie di Gatti e di Cani”, Mini illustrazione da colorare di Marilena Pasini(qui rappresentata), Rotolino con Canzoni sui gatti, Gatte curiose: minilibretto di poesie sui gatti;   un vecchio libretto pop up sui gatti (Mondadori).

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il gatto e la lumaca

QUESTA E’ LA SECONDA SFERA DI MAURIZIO INTITOLATA “CAMMELLI E CALIFFI”:

PALLA DI NATALE_mau

COMPRENDE:  

–  libretto di microeditoria  con due storie da completare su Cammelli e Califfi (il cammello qui rappresentato è di Marilena Pasini)

–  Cilindro con colori a cera

–  Mini Gioco dell’oca con  vecchi animali di legno dell’Africa e dado

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LETTURA ALL’EVENTO FINALE CON ALTRI POETI E ATTORI

BESTIARIO INNATURALE, INEDITO DI STEFANIA FABRI:

il Bestiario sottintende un animale preciso ma anche allude molto agli umani e ai loro comportamenti tra il naturale e l’innaturale:

“IL CAMBIAMENTO”

Dove era nato? Forse in una terra di non uomini e non animali, nell’eterno tempo del sogno, dove l’unica legge era il cambiamento, lì doveva essere  nato.

In quella terra, raccontò un giorno, la pelle del canguro si era trasformata in lago, la montagna al tramonto cantava usando i ciottoli e le fronde.

Gli spiriti dei non nati sugli alberi la notte attendevano di potersi trasformare in umani. La luna e il corvo si fermavano ad ascoltare il saggio: l’uomo il cui cervello si diceva che fosse di cristallo di rocca. Egli era ritenuto capace di parlare ad ogni creatura della natura, pietra o animale che fosse.

Ma lui era il più strano di tutti, era diverso da tutti. Non era qualcosa di definito, di classificabile, non rifiutava di frugare nella melma, ma all’occorrenza si comportava come un rettile. Era in grado di stare nell’acqua per ore e se messo alla prova mangiava di tutto anche cose schifose. Era in grado di ascoltare i brividi delle foglie che si lamentavano d’ingiallire.

Sapeva di essere il custode del grande segreto e solo a lui il saggio un giorno lo chiese. E solo a lui raccontò l’orribile frastuono del cambiamento, quando i cieli si rovesciarono per creare la terra.

IL PRETESTO DEL VIAGGIO ALL’INDIETRO

Condivisione della valigia come box del recupero di una storia degli anni ’70…

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I vari documenti nella valigia come ricerca di un percorso creativo sul teatro e sul vissuto di un collettivo

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Nei libri self publishing… un copione teatrale scritto da noi de “La strada di Muu”, documenti sulla vita al Casale di Selva Candida in “Vita in comune”, quello che ci interessava e ci piaceva documentato ne “Il contesto del Pretesto”, il passaggio all’animazione come scelta politica verso il sociale…

libretti

 Vita in comune

Fusco+carriola..

Dai ‘racconti’ contenuti in “Vita in comune”

 I Pionieri scelsero Borgochiaro come loro dimora. Chi cerca un’abitazione scorre accuratamente gli annunci. Chi poi deve trovarla per sé ed anche altre persone si sofferma a considerare solo quelle piuttosto spaziose. E se non ha quattrini da spendere ma idee ambiziose e progetti innovatori può addirittura imbattersi in qualcosa di speciale: non una casa ma un pianeta. Questo pianeta aveva l’aspetto di un casale rustico male in arnese, ma gli occhi dei pionieri che sanno guardare lontano, lo videro come sarebbe stato in futuro.

Da “Il contesto del Pretesto”: primo concerto rock a Caracalla

il primo concerto rock a Caracalla

“La strada di Muu”: Il copione realizzato con la tecnica della ‘scrittura collettiva’, un misto di ricordi d’infanzia, Shakespeare, l’antropologia strutturale, poeti greci…: allestimento minimale

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Quarto libretto “L’animazione” dove si racconta anche del mitico “Storia di re, draghi, ciarlatani e popolo in rivolta”!…

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2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 2.800 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 5 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Microeditoria e microarte

 

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I due settori su cui lavoriamo possono avere numerosi scambi e interferenze reciproche; infatti la micro-editoria può facilmente finire nel libro d’artista e la micro-arte può avere numerose derivazioni nel mondo della carta e delle piccole creazioni con anche del testo. Da un certo punto di vista si tratterebbe di un nuovo tipo di “artigianato”, che però ha in realtà intrecciandosi con la tecnologia, con il web e tutti i suoi innumerevoli strumenti, qualcosa di più simile al self-made, cioè farsi da soli dei prodotti di qualità e proporli direttamente a un pubblico selezionato a cui non interessano né le produzioni commerciali né quelle troppo autoriali. Non sarebbe il momento di fare dei GAS della cultura cioè gruppi di acquisti solidali in cui c’è la possibilità di scambio e di micro-acquisti per un circuito di qualità?