LE VOCI DEI LIBRI

In seguito all’approvazione del progetto “Conversazioni in Biblioteca” – Progetto finanziato con la legge regionale 23 ottobre 2009, n.26, di cui al BURL n. 97 del 06/12/2016, e alla successiva rimodulazione del 24/3 u.s., abbiamo realizzato un ciclo di incontri nelle biblioteche del sistema bibliotecario ceretano-sabatino sulle metodologie di promozione della lettura rivolte ai ragazzi e ai giovani adulti in vari contesti, nella scuola e nella biblioteca. In questo modo si è cercato di mettere  in evidenza le ultime riflessioni sulla lettura, anche in ambito digitale, e quindi il quadro generale in cui è necessario collocare la lettura oggi. Lo scopo è stato quello di fornire sia agli operatori (bibliotecari, insegnanti e genitori) che già fanno dei libri e della lettura un punto chiave del loro modus operandi, ancora più strumenti per utilizzare al meglio “le voci dei libri”, gli spunti e le suggestioni, cioè, che la lettura di alcuni libri ci propone. Nel corso di ciascun incontro sono stati illustrati questi princìpi ed è stata proposta un’esercitazione pratica su uno di essi.

Il progetto si è avvalso di alcune riflessioni e premesse che sono fondamentali per comprendere meglio la lettura nel contesto del contemporaneo. Infatti si è ritenuto che per qualificare le attività di promozione della lettura con i ragazzi e i giovani a scuola e in biblioteca è necessario tenere presente le ultime acquisizioni degli studiosi e le più significative riflessioni che provengono da vari ambiti e quindi delineare un quadro generale a partire da varie suggestioni. In particolare abbiamo ritenuto interessanti le ricerche dei cognitivisti come Maryanne Wolf (autrice del famoso “Proust e il calamaro”, pubblicato da Vita e pensiero), che hanno studiato il funzionamento del cervello umano dando origine ad alcuni interessanti quesiti: il funzionamento del cervello destro che favorisce l’immagine e quello sinistro che favorisce la lettura potrebbero crearci un problema nel futuro? Se il calamaro che ha un unico neurone riesce ad apparire ‘furbo’ dato che riesce a trasmettere segnali con questo primitivo sistema nervoso, non finiremo per ridurci come lui?
Il processo della lettura viene considerato qualcosa di fenomenale dal punto di vista dell’adattamento dagli scienziati neuro-cognitivi. Ciò che vedono minacciata però è ciò che viene definita ‘lettura profonda’, che non significa semplicemente capire quello che si legge, ma attiene piuttosto a quei processi di comprensione sofisticati che definiscono la crescita di un ‘pensiero’. E allora cresce il sospetto che prima di tutto bisogna insegnare a concentrare un’attenzione ormai sfuggente per cogliere alcuni spunti fondamentali per la crescita di un lettore che sarà diverso dal passato, ma che non userà solo le immagini per comunicare come l’uomo preistorico delle caverne.

Abbiamo selezionato perciò 10 principi che consentono al lettore moderno di distinguere diverse modalità di approccio alle letture per sviluppare diverse capacità di concentrarsi sui libri. Nel corso degli incontri i 10 principi sono stati illustrati ai partecipanti e poi è stata realizzata un’esercitazione su uno dei principi individuati, in particolare sul primo e sul settimo.

 

ATTIVITA’ DI LETTURA SECONDO DIECI PRINCIPI

 1. Principio della classificazione alla Perec

Georges Perec in “Pensare/classificare”[1] ha distinto due categorie di letture: «quelle che vanno ad aggiungersi a un’altra occupazione (attiva o passiva), e quelle invece che sono la sola occupazione in quel momento». Queste due modalità sono assolutamente le più praticate, ma non ci rendiamo conto di quanto siano diverse e di come possano essere maggiormente qualificate.

2. Principio del giardino di Epicuro

Secondo quanto ricordato da Adriano Tilgher in “Filosofi antichi”[2], il filosofo greco Epicuro che come sappiamo era attirato dal principio del piacere aveva una stanzuccia dove aveva collocato i testi che gli interessavano sul serio e usava discuterne con altri passeggiando in un giardino. In questo principio vengono valorizzati due elementi fondamentali: il primo riguarda l’ambiente in cui mettere in evidenza i libri preferiti, la propria piccola biblioteca del momento, cioè legata alle riflessioni e alle suggestioni di quel particolare periodo; l’altro riguarda la possibilità di condividerle con una discussione con altri lettori.

  1. Principio di Peter Pan

La studiosa americana Alison Lurie nel libro “Non ditelo ai grandi”[3] ha scoperto che esistono bambini che non vogliono crescere, come Peter Pan[4], cioè diventare grandi la trovano una cosa noiosa, e spesso sono quelli che in materia di lettura fanno le scelte più interessanti perché non scelgono mai i libri che potrebbero piacere ai genitori o agli insegnanti ma solo quelli che in maniera sorprendente divertono soltanto i non adulti. Bisognerà lavorare sulle scelte di questi lettori alla Peter Pan che prima vanno individuati nel grande gruppo e poi si tratterà di far emergere le loro scelte, che dovrebbero essere le meno ovvie e magari capaci di trainare anche gli altri.

  1. Principio di Alice

Come sappiamo l’Alice di Lewis Carroll (e qui ricordiamo la bellissima edizione di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, illustrata da Tenniel)[5], si addormenta davanti a un libro senza figure.  Questo vuol dire che ci dobbiamo dedicare a scegliere libri illustrati che però possano piacere a una ragazzina particolare come Alice, infatti Alice è un’eroina del tutto particolare: lo è perché lascia la tranquillità del noioso pomeriggio al parco per inseguire il Bianconiglio, quindi la novità.  Senza fermarsi lo segue fino a cadere in un mondo sconosciuto: la sua caduta, però, non è un precipitare, ma una discesa lunga, un lento passaggio dal mondo del reale al mondo delle Meraviglie. E’ un eroina anche perché affronta la Regina di Cuori, personaggio che rappresenta il potere e l’autorità come forzatura, però la sconfigge con la forza della consapevolezza e della fiducia in se stessa.

 5 . Principio del ‘sospetto’

Dorothy Sayers, nota scrittrice inglese di gialli, racconta esaminando la “Poetica” di Aristotele[6] che molto semplicemente la ricetta del racconto poliziesco ruota attorno all’inganno del lettore, di indurlo a credere al falso, ma ovviamente non “il falso tanto per dirlo”, ma bensì si deve alimentare nel lettore il principio del ‘sospetto’, facendo attenzione al fatto che il presunto colpevole ‘il manifestatamente sospetto” è di sicuro innocente. Tale principio funziona in generale su ogni tipo di lettura: è un fondamento del piacere della lettura. Nessun finale può essere piacevole se troppo prevedibile.

  1. Principio del buon vicino e del cattivo vicino                                                 Con la cosiddetta ‘legge del buon vicino’ che governava la biblioteca di Aby Warburg, come racconta Ernst Gombrich nel libro su di lui,[7] si può organizzare una piccola ‘biblioteca’ particolare, (ma anche è necessario evitare il ‘cattivo vicino’ secondo Bevilacqua in “La biblioteca di Fort Knox”)[8].Aby Warburg volle fondare una biblioteca che rispecchiasse nel suo ordinamento non la biblioteconomia, ma il pensiero umano. “Il libro conosciuto non è quello di cui si ha bisogno. Quello che gli sta vicino nello scaffale deve allora contenere l’informazione essenziale anche se il suo titolo non lo fa pensare”. Per Bevilacqua invece è possibile costruire un anfiteatro di libri inutili in giardino oppure fare carbonella per il barbecue con i libri che stanno in cantina e che nessuno ha desiderio di leggere.
  1. Principio dell’atlante bizzarro 

 Il collettivo di autori denominato Wu Ming ha realizzato un bel libro per ragazzi dal titolo “Cantalamappa”[9] che partendo da due stralunati personaggi di tardo hippies, grandi viaggiatori, Guido e Adele Cantalamappa, conduce i lettori attraverso avventure incredibili e situazioni paradossali che però, e questo è il grande merito del libro, non sono del tutto immaginari, anzi hanno tutti una chiave assai interessante e realmente verificabile. Partendo da queste avventure ci si può esercitare a trovare in biblioteca luoghi e personaggi particolari. Quello che ci ha colpito di più è stato il viaggio in Portogallo al largo delle cui sponde si trova nel centro dell’Oceano la più grande isola di plastica galleggiante provocata dall’inabissamento di una nave carica di 28.000 giocattoli di plastica, in particolare paperelle.

  1. Principio della carovana nel deserto

Ci siamo ispirati al progetto di Jamila, una libraria del tutto speciale, che ha percorso con la sua Carovana zone desertiche per portare i libri nei luoghi più lontani e dimenticati. Questo denota un grande amore per i libri e per chi ancora non li conosce. La sua storia è raccontata da Fatema Mernissi[10]. Jamila ci racconta la storia incredibile tra passato e innovazione del giornale Dalil-Al- Internet dove si possono trovare rubriche matrimoniali per le ragazze e lavori per i ragazzi.

  1. Principio delle ‘voci’ dei libri

Seguiamo il principio delle differenze culturali che sono una ricchezza da valorizzare  come nel libro di Marco Aime “Una bella differenza”. Si cercherà allora di rappresentare con i libri ‘mondi’ diversi che possano valorizzare le diverse attitudini e  i differenti modi in cui si concretizzano differenze culturali. E anche facciamoci coinvolgere da  “Le voci dei libri” di Ezio Raimondi[11] in cui si racconta di una casa dove non c’erano libri. I libri arrivarono con la scuola e rappresentarono “doni per il futuro”. Quindi da bambino Raimondi coltiva l’idea del libro come creatura vivente, quasi un amico, capace di raccontare un mondo diverso con fantasie straordinarie e ragioni più grandi. Si arriva all’idea che l’uomo comune è un narratore, lo scrittore quindi è capace di far brillare una luce che riguarda tutti. Perciò per Raimondi ci sono libri che ci parlano e la loro voce rimane impressa nella nostra memoria, ci accompagnano dall’infanzia e via via se ne aggiungono altri…

  1. Principio dello scambio

Il principio dello scambio delle letture è stato ben identificato da Piero Innocenti in “La pratica del leggere”[12] come mezzo di adeguamento ad un’altra intellettualità. Innocenti cita la poetessa Emily Dickinson e la cognata Sue, che lo praticavano con grande soddisfazione. All’inizio del libro Innocenti racconta che ad una sua amica chiese: “Che cos’è per te la lettura?” e l’altra lì per lì sconcertata rispose. “Confrontarsi, imparare, provare ciò che non proverei mai, vivere cose che un altro ha vissuto, passare il tempo”. Nel tempo Innocenti ha capito che quell’amica gli aveva risposto allo stesso modo di Sartre che dichiarò di aver cominciato a vivere con i libri e con quelli voleva terminarla.

[1] Georges Perec, Pensare/classificare, Milano, Rizzoli, 1989.

[2] Adriano Tilgher, Filosofi antichi, Roma, Atlantide, 2016

[3] Alison Lurie, Non ditelo ai grandi, Milano, Mondadori, 1993 (oggi fuori catalogo).

[4] J. M. Barrie, Peter Pan nei giardini di Kensington, Milano, Rizzoli, 1981

[5] Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, Milano, Gribaudo, 2015 (J. Tenniel – Illustratore)

[6] Dorothy Sayers, “Aristotele e la detective story” conferenza citata in: Renzo Cremante, Loris Zambelli, La trama del delitto. Teoria e analisi del racconto poliziesco, Parma. Pratiche Editrice, 1980, pagg 65-76.

[7] Ernst H. Gombrich, Aby Warburg. Una biografia intellettuale, Milano, Feltrinelli, 2003.

[8] Emanuele Bevilacqua, La biblioteca di Fort Knox, Roma, Cooper, 1994.

[9] Wu Ming, Cantalamappa. Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose, Milano, Mondadori Electa, 2015.

[10] Fatema Mernissi, Karawan. Dal deserto al web, Firenze, Giunti, 2004.

[11] Ezio Raimondi, Le voci dei libri, Bologna, Il Mulino, 2012.

[12] Piero Innocenti, La pratica del leggere, Milano, Editrice Bibliografica, 1989.

 

 

 

 

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IL CUORE DELL’EROE

 

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Finalmente è stata completata la “Trilogia di Aton” (scritta con lo pseudonimo di Gordon Magloire, vale a dire il leprecauno irlandense che è stato catturato contro la sua volontà da una ragazza italiana, Anita, che ha strani poteri di cui in parte è inconsapevole)  ed è uscita completa in edizione tascabile nella nuova collana  “Tascabili ragazzi” della Giunti.

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Nel primo volume “L’ultimo sortilegio”

Conosciamo i protagonisti della storia: oltre Anita e Gordon (narratore della storia) , ci sono due entità magiche e fantascientifiche insieme, la Gran Dama  e L’Eroe Tenebroso, che per i loro vari motivi, s’interessano molto a quello che fa il nostro leprecauno.  Si  avvia così la ricerca del potente ‘dono di Aton’, antico strumento magico, forse prodotto da una civiltà aliena, in grado di assoggettare gli umani (risalente agli Egizi che forse lo usarono per indurre gli schiavi a creare le piramidi), scomparso dalla casa di Anita insieme a Gordon e Pedro, un jinn assai potente, a causa dello scatenarsi dell’ultimo sortilegio delle Fate, detto di Baranor, da parte del leprecauno Gordon per salvare Anita e il dono stesso dal malefico influsso di Pedro. Pedro infatti è un jinn, cioè un misto tra un demone e un umano, obbligato alla missione del recupero del Dono di Aton a favore della Setta dei Tre Re dall’Eroe Tenebroso, in lotta con la Gran Dama, entrambi entità misteriose oltre la scienza e la magia.  Vediamo alla fine del primo volume i due antagonisti, Pedro e Gordon, fuori gioco entrambi, ma, scopriremo, solo temporaneamente. Mentre Gordon è sepolto sotto il Burren in Irlanda, Pedro è rinchiuso nei sotterranei dell’antico quartiere islamico-zigano dell’Albaycin a Granada. Da qui partono le avventure del secondo volume.

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Nel secondo volume “Il passato che brucia”

Un gattone viene adottato dalla nonna di Anita ma in realtà è Faradock, un giudice del Tribunale delle Fate venuto a processare Gordon, che si è liberato dalla prigione nel Burren dove era stato confinato dalle Fate grazie al suo giovane amico Brendan sotto forma di gatto. Questa volta quindi Gordon deve raccontare tutta la storia del secondo volume a Faradock e così narra che Pedro ha scoperto un varco spazio-temporale e ha trascinato con lui Theo, inviato dal padre di Anita a sorvegliarlo,  indietro nel tempo alla Granada del XV secolo. Qui Pedro conosce Baltus, un fedelissimo dell’ultimo discendente dei Visigoti, Walia, che secondo lui sarebbe proprio Pedro. Intanto Anita è andata in Basilicata per vedere suo padre, lo scienziato Sketla, che è inseguito dalla Setta dei Tre Re.  Anita incontra il padre, ma rimane molto delusa dal suo cinismo e dalla sua reticenza sulle sue pericolose ricerche. Gordon parte  invece per  Colonia in  Germania con il prof. Corrao, amico di Anita, e Alberta, interessati alla ricerca sul dono di Aton e lì la Gran Dama appare a Gordon sul fiume Reno e lo avverte di un agguato imminente,  ci sono infatti dei terribili demoni in arrivo: una ragazza che non è una ragazza e due mostri alati. Alla Cattedrale  incontrano padre Athanasius, strana e gradevole  figura di sacerdote che spiega loro la storia  dei Re Magi a cui la Setta si rifà. Gordon incontra uno dei tre re della Setta, Melkon, che spiega che lo scopo della Setta è recuperare i ‘doni’ che legano il materiale e l’immateriale. Si è capito allora che i re della Setta sono  maghi con poteri sui demoni. Baltus intanto ha ritrovato un’antica cassetta dove era conservata la corona di Ardon, e decide che dovrà essere consegnata a sua figlia se lui dovesse morire. Theo è costretto a uccidere Baltus che si è trasformato in un demone fuori controllo. Theo va a Toledo a cercare la figlia di Baltus, Galsuinda per consegnarli la cassetta con la corona. I due rimangono entrambi molto colpiti l’uno dall’altro in una sorta di folgorazione amorosa. Poi però Galsuinda scoprirà che Theo ha ucciso suo padre e decide di odiarlo. Gordon alla fine ottiene la sua liberazione dalle accuse di Faradock per insufficienza di prove.

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Nel terzo volume “Il cuore dell’eroe”

Il terzo volume della saga condotta dal divertente e irritabile leprecauno Gordon, conduce i nostri eroi ad affrontare ostacoli, sempre più ardui, prima di riuscire a trovare il pericoloso dono di Aton e distruggerlo. Anita, accompagnata dai paladini del padre, lo scienziato Sketla,  e Pedro, di cui ormai si conosce la  misteriosa origine come principe visigotico, dovranno affrontare  un altro più potente demone, Carlos, inviato dalla Setta dei Tre Re, desiderosa d’impadronirsi del dono di Aton. Ma soprattutto Gordon scoprirà che l’amico che l’ha salvato dalla prigione del Burren, è in realtà il più pericoloso dei suoi nemici. Anita giura eterno amore a Pedro, che a sua volta le promette che si riscatterà dal male e si convertirà al bene, anche se sa di non poterlo fare finché è schiavo dell’Eroe Tenebroso. Anita convince Pedro ad andare al Lago di Pilato ad  assistere insieme alla “discesa delle fate”. Tra le fate ce ne è una che parla con loro e che fa una specie di profezia su Pedro dicendogli che dovrà “morire” per perdere la sua parte di demone. Pedro in base alla promessa fatta ad Anita chiede aiuto  a Ma-Yo che lo ha seguito fin lì per  eliminarlo e chiede di sottoporlo al suo bacio mortale che gli farà sicuramente  perdere parte dei suoi poteri relativi  alla sua natura di demone…Gordon intanto dovrà  vedersela anche con   una bellissima ragazza scozzese, Deirdre, che non è certo una tipa qualsiasi: è una “fata-strega”, inviata dalla Gran Dama a controllarli. Gordon suggerisce ad Anita di sostituire il cuore di Pedro con quello del famoso condottiero Bertrand du Gaesclin, custodito a Dinan nella la Basilica di Saint Saveur. Anita dice che andrà a prenderlo insieme a Ma-Yo. Però il fantasma di Bertrand per cedere il suo cuore vuole in cambio un suo bacio. Quel bacio però le costerà un lungo pezzo di durata della sua vita, che così diventerà più breve. Il cuore di Bertrand servirà per placare l’ira del Re delle Fate, che minaccia di punirli tutti. L’ambiguo Brendan salverà Anita dalla perdita di anni di vita. Ma quando verrà Odin con la sua muta di molossi neri a reclamare la Spada Bianca della Luce potrà fermarlo solo il Re delle Fate.

Frammenti de “Il segreto dell’ultimo” a Centrale Preneste Teatro

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PROGETTO “IO LEGGO” A CENTRALE PRENESTE TEATRO 

LABORATORIO “PICCOLI LETTORI MUTANTI”

IMMAGINI E FRAMMENTI DELLE  B. U. T. ” (BREVI UNITA’ TEATRALI)

Argo è intento aleggere la sua parte

ARGO RIPASSA LA SUA PARTE SULL’EBOOK DI STEFANIA FABRI PUBBLICATO DA QUINTADICOPERTINA

“Argo era l’Elemento adatto, un Gas di origini nobili, fedele al suo sovrano. Sue caratteristiche principali: calma e capacità di creare atmosfere protettive. Che fosse molto intelligente, Idrogeno ne dubitava, ma era soprattutto incapace di nuocergli, e questo gli sembrava  assai importante. Felice di questa idea, Padre Idrogeno convocò Argo. Argo si presentò immediatamente, leggero, compito, con voce fresca e squillante, leggermente femminea:“Idrogeno, Signore degli Elementi, mi hai forse chiamato?”.“Diamine sì, sto per affidarti una missione speciale della massima importanza”. “Questo mi solleva, Sire. Cominciavo ad annoiarmi”. “Non sollevarti troppo, altrimenti svanirai nell’etere e io non saprò più come riacchiapparti”. “Diventerò pesante, Signore, se necessario”.“Non dire sciocchezze e ascolta attentamente: tu devi scoprire il segreto dell’ultimo…”.

Idrogeno e Tantalia

PADRE IDROGENO CONVOCA TANTALIA (L’EBOOK CONTIENE TRE PISTE DI LETTURA CON ALL’INTERNO VARIE ALTERNATIVE DI PERCORSO):

“Padre Idrogeno decise di convocare Tantalia. Era una scelta davvero originale. Quella ragazza faceva parte della famiglia dei Metalli del blocco D, quaranta Elementi la cui maggior parte di transizione, quindi poco affidabili. Era figlia di Berillio, Metallo di carattere leggero e di temperamento fragile, ma Idrogeno sapeva che sua figlia era molto intraprendente e saggia e per quanto questa scelta fosse la più azzardata per un anziano scorbutico come lui, la trovo più adeguata ad una ricerca così difficile e che comunque doveva avvenire nel Mondo dei Metalli radioattivi. Tantalia si presentò subito, molto affascinante avvolta nella sua tuta lucente sui toni del blu e del grigio, capace di resistere a qualsiasi tipo di corrosione. “Padre del Sistema, eccomi al vostro cospetto! Che cosa vi occorre? In che cosa posso esservi utile?”. “Gentile Tantalia, ti prego di portare i miei saluti a tuo padre. Ma questo lo farai solo dopo aver assolto la missione che intendo proporti…”

Nell’Introduzione alle due BUT, Padre Idrogeno si trova contemporaneamente con i suoi due ‘agenti segreti’: Argo (giallo) e Tantalia (blu)

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DANZA DEL FUOCO ATTORNO AL VULCANO

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DALL’EBOOK TANTALIA E NATRON:

“Tantalia provò un’immediata ripulsione per quel vanesio e maledisse Padre Idrogeno per quell’incarico insostenibile. Si sforzò di sciorinare subito le sue richieste: “Esimio Natron, sono qui per chiedervi su incarico del Padre del Sistema, quali siano al momento i vostri rapporti con Boro e con gli altri Elementi che lavorano nelle centrali nucleari dei Terrestri.” Dopo le sue parole, la terrà tremò sotto i loro piedi e uno sbuffo di vapore caldo li avvolse con violenza rischiando di soffocare la povera Tantalia, che cominciò a tossire.Natron si protese verso di lei per sostenerla ma Tantalia fece un balzo all’indietro rischiando di precipitare: essere sfiorata dall’imbalsamatore  era l’ultima cosa che avrebbe voluto.

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DALL’EBOOK LA FURIA DI TANTALIA

“E sarei venuta in qui sull’Etna ad  incontrare un Elemento disgustoso come te per scoprire che dovrei parlarne con mio padre?”. Natron rise ancora convulsamente questa volta.“Eh, già, bella mia! Tuo padre è stato segretario di Radio, il cugino di Idrogeno, non lo sapevi?”. “Mio padre non mi dirà mai i suoi segreti. È stato vincolato da Radio ad una riservatezza assoluta…” Tantalia era molto disorientata dalla piega che stava prendendo la sua indagine. “Oh, ma di certo troverai il modo di farlo parlare, se ti trovi in pericolo, non credi?” sghignazzò l’odioso Natron. “Vai al diavolo, imbalsamatore!”

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Ecco nel disegno di una delle bambine, Tantalia che va sul vulcano in un originale concezione spaziale del sentiero che sale e del fuoco che scende, incombente nei confronti della nostra eroina.

 

 

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Intanto i ragazzi che hanno realizzato la parte dei pianeti ( il pallone è un pianeta naturalmente) e dei neutrini si fanno fotografare… 

 

 

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DALL’EBOOK UNO DEI FINALI DI ARGO:

“Signore, – cominciò Argo – non mi è stato possibile chiarire nel dettaglio…”.“Lo so, lo so…” disse Idrogeno interrompendolo.Argo rimase congelato da queste parole. Sapeva già tutto?“So che non è stato facile realizzare la tua missione e che praticamente non hai nulla da dirmi. È vero?”.“Sì, mio Sovrano!”  balbettò Argo. “Non te ne dare pena! Ho trovato io un modo nuovo per affrontare il problema. Nel mio cervello girano ancora elettroni di buona qualità. Non sono rimbambito, come pensano certuni!” e si girò a guardarlo. Argo si sentì improvvisamente libero e leggero, da pesante e congelato che era prima. Calcolò, però, che Idrogeno stesse per combinarne un’altra delle sue. Sicuramente c’erano nuovi guai all’orizzonte. “Guarda qui dentro, Argo” lo incitò Idrogeno mostrandogli il telescopio.“Che cosa c’è, mio Signore?” domandò Argo con voce trepidante. “Tempeste solari, supernove. Questo è il nuovo settore in cui investire.” “Ma per fare che?” chiese ancora Argo. “Diamine, per fare di nuovo bang!” Argo volò via. Non volle più ascoltare il suo pazzo sovrano.

 

Diario della quarta giornata del Laboratorio “Piccoli Lettori Mutanti”

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Cominciamo con i ragazzi e la loro B.U.T (Breve Unità Teatrale) nella reggia di Padre Idrogeno. All’inizio la nostra guida (un Argo eletto dai ragazzi stessi) racconta da dove sia tratta la storia e vale a dire dall’ebook “il segreto dell’ultimo” e dove si svolge la scena (la reggia di Idrogeno nell’universo rappresentata da un ‘trono’ un po’ consunto d’altra parte sono tanti millenni che è lì !). Argo viene strapazzato da Idrogeno che lo incita a realizzare la sua missione con maggiore energia mentre  Argo è piuttosto intimorito dalla missione affidatagli e  ‘vaporizza’ facilmente all’idea di dover trovare l’ultimo elemento che si presume sia molto pericoloso, forse addirittura più potente di Idrogeno stesso. Nella reggia è presente la corte di Idrogeno rappresentata dai pianeti, i neutrini e gli antineutrini, che sono piuttosto agitati e instabili.

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studio della parte di Idrogeno e Argo

 

 

 

 

 

 

Argo e Idrogeno studiano la parte sui loro reader…Sono davvero molto compresi nel ruolo! Il loro B.U.T.  dopo il colloquio tra i due Elementi prosegue con una danza dei pianeti che ha come scenario una bellissima foto di un  ‘buco nero’ fotografato dalla NASA che i ragazzi hanno brillantemente rappresentato nei loro disegni.

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Dopo la danza dei pianeti i ragazzi si sono impegnati a rappresentare la corsa dei neutrini solari   verso il Gran Sasso dove vengono fotografati dai nostri Laboratori Nazionali.

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Ecco i nostri neutrini vestiti di giallo al trucco e che attendono di intervenire sulla scena…

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Le bambine invece si sono impegnate nella loro B.U.T. che si svolge sul vulcano Etna, dove Tantalia incontra Natron, elemento che si trova nella lava vulcanica ed è implicato anche nei lavori delle centrali nucleari, usato anticamente dagli egizi per imbalsamare i cadaveri. Tantalia non riesce ad estorcere nessuna informazione dal viscido e pericoloso Natron. Il vulcano ha acceso l’abilità pittorica delle nostre Tantalie…

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Le ragazzine si sono impegnate davvero molto e hanno realizzato una magnifica danza del fuoco e un corteo egizio molto divertente… alla fine di questa impresa Tantalia ha gettato nel vulcano il fastidioso Natron con una mossa di kung fu.

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Prima le scintille, poi le fiamme, poi il fuoco attorno al vulcano!

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Ecco il corteo egizio… ordinato e sincronizzato… e soprattutto ben truccato!

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Diario della terza giornata del Laboratorio “Piccoli Lettori Mutanti”

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PROGETTO “IO LEGGO” – “PICCOLI LETTORI MUTANTI”

Nella terza giornata del nostro Laboratorio a Centrale Preneste Teatro abbiamo cominciato con i bambini e le bambine delle classi IV A e C della scuola elementare Giulio Cesare a preparare i due B.U.T., cioè le nostre brevi azioni teatrali. Cominciamo con il personaggio di Argo e delle scene che lo riguardano. La prima azione teatrale è LA DANZA DEI PIANETI, affidata ai ragazzini e i cui personaggi sono: Padre Idrogeno e Argo e,  il gruppo dei pianeti (terranno un ‘pianeta -palla a testa in mano), la corte dei neutrini.

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LA PRIMA AZIONE E’ LA DANZA DEI PIANETI

1- I PIANETI GIRANO ATTORNO ALLA REGGIA D I ARGO DOVE SI TROVANO ARGO E IDROGENO E LA CORTE DEI NEUTRINI 

2- I PIANETI SI FERMANO: ARGO E IDROGENO ESCONO DAL GRUPPO E I NEUTRINI SI AGGREGANO

3- I NEUTRINI SI SCATENANO MUOVENDOSI VELOCEMENTE

4 – IDROGENO LI BLOCCA E DECADONO BUTTANDOSI A TERRA

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I neutrini ovviamente sono piuttosto ribelli e non è facile obbligarli a muoversi disciplinatamente come elementi coordinati…

La seconda azione è quella del VIAGGIO DEI NEUTRINI

Personaggi: neutrini del sole e della biosfera, protoni, fotoni, muoni

  • Si muovono prima i neutrini del sole correndo da un punto all’altro
  • alla corsa dei neutrini verso la terra si uniscono quelli della  biosfera
  • provano a unirsi nella corsa i protoni, ma non riescono ad andare dritti
  • si aggiungono i fotoni che arrivati alla terra si fermano
  • i protoni escono dalla corsa e si aggiungono i muoni
  • arrivano al Gran Sasso e i muoni spariscono
  • i neutrini entrano nel tunnel del Cern

neutrini

protone

fotone

muone

 

 

 

 

 

 

 

 

Il personaggio di Tantalia, seguito dal gruppo delle bambine, invece è alle prese sul vulcano Etna con il personaggio di Natron, elemento che è servito nell’antichità agli egiziani per imbalsamare i cadaveri, come era loro costume.  Quindi lo scenario è il vulcano

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LA PRIMA AZIONE DEL GRUPPO DI TANTALIA E’ LA DANZA DEL FUOCO in 4 momenti:

  • 1 – Delimitazione del campo (mettersi in cerchio)
  • 2- Sfregare le dita focaie per produrre le fiamme
  • 3 – Le scintille (braccia che si alzano e si abbassano)
  • 4 – al centro con un braccio teso per le fiamme e dopo l’accensione del fuoco si torna al giro largo                                                                

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LA SECONDA AZIONE E’ IL CORTEO EGIZIO 

Il corteo assume  diverse posizioni speculari d’immobilità e poi in coppia si muovono :

  • si muovono la prima e l’ultima inventandosi un’azione
  • si muovono altre due: la seconda e la penultima e poi assumono la posizione di profilo
  • si muovono le centrali e assumono la posizione d’immobilità
  • si muovono la terza e la quarta e assumono posizione di profilo

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Diario della seconda giornata del Laboratorio “Piccoli lettori mutanti”

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Progetto “Io leggo” a Centrale Preneste Teatro 

Giornata di eclissi di sole e giornata in cui si parla dell’universo e dei vulcani… La nostra seconda giornata di Laboratorio a Centrale Preneste Teatro con i bambini della Scuola elementare Giulio Cesare è stata molto bella!

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Come sappiamo Argo, gas leggero, è stato convocato da Padre Idrogeno nella sua reggia: evento a cui i ragazzi hanno dedicato dei bei disegni… e a cui dedicheremo una delle nostre azione teatrale…

Tantalia che parla con Padre Idrogeno_Ludmilla

Argo e Padre Idrogeno che stanno nelluniverso

 

 

 

 

 

Ma siamo andati anche avanti nella lettura dell’ebook leggendo la prima avventura di Argo e la prima avventura di Tantalia. Argo è andato nella Valle dell’Inferno, dove c’è un impianto di soffioni boraciferi, chiamato Serpente di ferro,  a chiedere consiglio a suo fratello Elio, che corre leggero là dentro. Questo è un brano del loro dialogo: ”

elio

 

“Argo! Qual è lo scopo della tua missione? Che vuoi sapere?”. “È stato Idrogeno a convocarmi. Vuole che io prenda informazioni sui Radioattivi”. “I Radioattivi? Dunque è da loro che viene il pericolo!”.“Non lo sappiamo con sicurezza. Idrogeno stesso non lo sa, però li sospetta”. “Ha ragione a farlo. Specialmente i Transuranici sono senz’altro più potenti di lui. Mi sembra impossibile, però, che possano tramare la distruzione stessa del Sistema. Non converrebbe nemmeno a loro. Sono troppo giovani per cavarsela completamente da soli”.

 

Tantalia invece nella sua prima avventura viene inviata sul vulcano Etna, in Sicilia, a interrogare Natron, un carbonato di sodio, molto particolare, che deriva la sua sapienza dagli antichi Egizi che lo usavano per imbalsamare i cadaveri. Natron però che è molto scostante le dice di parlare con suo padre Polonio, cosa che fa infuriare Tantalia…

  Tantalia era emozionata. La vista sulla cima dell’Etna del cratere denominato La Voragine le toglieva il fiato. Il paesaggio privo di vegetazione assomigliava a quello lunare ma nel cratere la lava ribolliva e Tantalia ne era ipnotizzata. La testa le girava, si trovava oltre i 3.000 metri di altezza e poteva vedere anche la distesa del mare come un rifugio che la richiamava alla frescura e al piacere. Intorno a lei si alzavano varie fumarole incandescenti contenenti zolfo e ferro. Sperò che Natron apparisse al più presto, stava per sciogliersi, era pur sempre un Metallo!

Natron e Tantalia

 

 

 

 

 

 

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Dopo la lettura abbiamo proposto ai ragazzi di cominciare a studiare come avremmo realizzato le due azioni teatrali che la lettura ci ha ispirato: la scena di Argo nella reggia di Idrogeno nell’universo per i ragazzini del gruppo di Argo e la scena di Tantalia sull’Etna per le ragazzine del gruppo di Tantalia. E allora abbiamo mostrato le foto vere dell’universo realizzate dal Telescopio Hubble della NASA e le foto del vulcano che faranno da sfondo alla nostra azione teatrale e i ragazzi le hanno scelte…

15_un buco nero fotografato dalla NASA

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Per la prossima volta avremo molti più disegni dei ragazzi e anche la voglia di realizzare i B.U.T (brevi unità teatrali) in questo magnifico teatro destinato al teatro per ragazzi.

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Storie di sarti, nasi lunghi e fantasmi benevoli

 

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Mostra di illustrazioni inedite di tre fiabe della tradizione classica

a cura di Stefania Fabri e Maurizio Caminito

Monteverde Living Lab 13 marzo ore 18.00 – 24 aprile 2015

“L’ago” di Luigi Capuana illustrato da Rosalba Catamo

“Il compagno di viaggio” di Andersen, illustrato da Orsola Damiani

“Desiderio e Vezzosetta” di Madame de Beaumont illustrato da Marilena Pasini

La fiaba ha fornito ispirazione a moltissimi autori di tutti i tempi da Barrie a Borges. La fiaba ha saputo essere sia trasgressiva e crudele che rassicurante e consolatoria. Da quella di magia a quella della tradizione orale è sempre stata fonte di interessanti interpretazioni “fantastiche” della realtà, svelandone spesso le ambiguità e la falsità e andando a indagare ogni mistero e ogni segno del destino.

Nella mostra sono rappresentate tre fiabe della tradizione letteraria assai suggestive e anche molto particolari: “L’ago” di Luigi Capuana, illustrata da Rosalba Catamo, “Desiderio e Vezzosetta” di Madame de Beaumont, illustrata da Marilena Pasini e “Il compagno di viaggio” di Andersen, illustrato da Orsola Damiani. Queste fiabe sono state scelte dai curatori come esemplificative di storie in cui il magico si mescola con il noir, il comico si mescola con il fantastico.

La ricerca che proponiamo è quella di costruire una sottile linea di unione tra la fiaba e il racconto moderno, dove il fantastico rende una qualche forma di giustizia alla verità e alla voglia di conoscenza. E sono proprio i luoghi ad essere la maggiore fonte d’ispirazione per gli scrittori del fantastico: dalle case strane agli alberi contorti, dai cimiteri ingrigiti dal tempo alle strade che non finiscono mai. E sono anche i luoghi della città contemporanea che possono sviluppare storie fantastiche dall’effetto sorprendente. Perciò la storia de “L’ago magico” che valorizza la modesta arte del piccolo sarto e che si svolge in una ‘botteguccia’ qualsiasi, ci porta a riconsiderare l’ovvio e il marginale.

Quella di “Desiderio e Vezzosetta”, dove per aver pestato la coda a un gatto si scatena una serie di incredibili vicende tra il comico e il tragico, ci ricorda come la vergogna per i nostri difetti possa causarci gravi danni e come la paura del ridicolo sia alla base di numerosi nostri comportamenti.

Nella fiaba de “Il compagno di viaggio” che esplora il mistero per eccellenza, cioè la morte, la storia si svolge in compagnia di un fantasma riservato ma benevolo e racconta di un terribile sortilegio: il tutto immerso in un’atmosfera ‘noir’, degna di un racconto dell’orrore.  L’avventura comincia in un cimitero e poi continua raccontando di crudeltà di vario genere di fronte a un unico, modesto eroe, il nostro protagonista, che dimostra una semplicità e una rettitudine così naturale da sembrare assurda. Non è molto moderno tutto ciò?

E perché l’editoria contemporanea non torna su queste fiabe mostrandone tutta la modernità ‘filosofica’ ed esistenziale?  E soprattutto perché non interessa più all’editoria per l’infanzia quella capacità attraverso l’illustrazione di svelarne i segreti, i reconditi suggerimenti per un pubblico di tutte le età?

Perché non raccontiamo più fiabe? Perché le vediamo numerose solo al cinema modernizzate in maniera ridicola? Perché questo immaginario meraviglioso e per niente ovvio lo vediamo banalizzato e reso stupidamente moderno, quando è anticamente sapiente? Questi sono i nostri ragionamenti che la nostra mostra ha svelato efficacemente!

Catalogo stampato in proprio a cura di Margini e Segni.

per comunicazioni: marginiesegni@alice.it