Frammenti de “Il segreto dell’ultimo” a Centrale Preneste Teatro

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PROGETTO “IO LEGGO” A CENTRALE PRENESTE TEATRO 

LABORATORIO “PICCOLI LETTORI MUTANTI”

IMMAGINI E FRAMMENTI DELLE  B. U. T. ” (BREVI UNITA’ TEATRALI)

Argo è intento aleggere la sua parte

ARGO RIPASSA LA SUA PARTE SULL’EBOOK DI STEFANIA FABRI PUBBLICATO DA QUINTADICOPERTINA

“Argo era l’Elemento adatto, un Gas di origini nobili, fedele al suo sovrano. Sue caratteristiche principali: calma e capacità di creare atmosfere protettive. Che fosse molto intelligente, Idrogeno ne dubitava, ma era soprattutto incapace di nuocergli, e questo gli sembrava  assai importante. Felice di questa idea, Padre Idrogeno convocò Argo. Argo si presentò immediatamente, leggero, compito, con voce fresca e squillante, leggermente femminea:“Idrogeno, Signore degli Elementi, mi hai forse chiamato?”.“Diamine sì, sto per affidarti una missione speciale della massima importanza”. “Questo mi solleva, Sire. Cominciavo ad annoiarmi”. “Non sollevarti troppo, altrimenti svanirai nell’etere e io non saprò più come riacchiapparti”. “Diventerò pesante, Signore, se necessario”.“Non dire sciocchezze e ascolta attentamente: tu devi scoprire il segreto dell’ultimo…”.

Idrogeno e Tantalia

PADRE IDROGENO CONVOCA TANTALIA (L’EBOOK CONTIENE TRE PISTE DI LETTURA CON ALL’INTERNO VARIE ALTERNATIVE DI PERCORSO):

“Padre Idrogeno decise di convocare Tantalia. Era una scelta davvero originale. Quella ragazza faceva parte della famiglia dei Metalli del blocco D, quaranta Elementi la cui maggior parte di transizione, quindi poco affidabili. Era figlia di Berillio, Metallo di carattere leggero e di temperamento fragile, ma Idrogeno sapeva che sua figlia era molto intraprendente e saggia e per quanto questa scelta fosse la più azzardata per un anziano scorbutico come lui, la trovo più adeguata ad una ricerca così difficile e che comunque doveva avvenire nel Mondo dei Metalli radioattivi. Tantalia si presentò subito, molto affascinante avvolta nella sua tuta lucente sui toni del blu e del grigio, capace di resistere a qualsiasi tipo di corrosione. “Padre del Sistema, eccomi al vostro cospetto! Che cosa vi occorre? In che cosa posso esservi utile?”. “Gentile Tantalia, ti prego di portare i miei saluti a tuo padre. Ma questo lo farai solo dopo aver assolto la missione che intendo proporti…”

Nell’Introduzione alle due BUT, Padre Idrogeno si trova contemporaneamente con i suoi due ‘agenti segreti’: Argo (giallo) e Tantalia (blu)

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DANZA DEL FUOCO ATTORNO AL VULCANO

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DALL’EBOOK TANTALIA E NATRON:

“Tantalia provò un’immediata ripulsione per quel vanesio e maledisse Padre Idrogeno per quell’incarico insostenibile. Si sforzò di sciorinare subito le sue richieste: “Esimio Natron, sono qui per chiedervi su incarico del Padre del Sistema, quali siano al momento i vostri rapporti con Boro e con gli altri Elementi che lavorano nelle centrali nucleari dei Terrestri.” Dopo le sue parole, la terrà tremò sotto i loro piedi e uno sbuffo di vapore caldo li avvolse con violenza rischiando di soffocare la povera Tantalia, che cominciò a tossire.Natron si protese verso di lei per sostenerla ma Tantalia fece un balzo all’indietro rischiando di precipitare: essere sfiorata dall’imbalsamatore  era l’ultima cosa che avrebbe voluto.

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DALL’EBOOK LA FURIA DI TANTALIA

“E sarei venuta in qui sull’Etna ad  incontrare un Elemento disgustoso come te per scoprire che dovrei parlarne con mio padre?”. Natron rise ancora convulsamente questa volta.“Eh, già, bella mia! Tuo padre è stato segretario di Radio, il cugino di Idrogeno, non lo sapevi?”. “Mio padre non mi dirà mai i suoi segreti. È stato vincolato da Radio ad una riservatezza assoluta…” Tantalia era molto disorientata dalla piega che stava prendendo la sua indagine. “Oh, ma di certo troverai il modo di farlo parlare, se ti trovi in pericolo, non credi?” sghignazzò l’odioso Natron. “Vai al diavolo, imbalsamatore!”

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Ecco nel disegno di una delle bambine, Tantalia che va sul vulcano in un originale concezione spaziale del sentiero che sale e del fuoco che scende, incombente nei confronti della nostra eroina.

 

 

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Intanto i ragazzi che hanno realizzato la parte dei pianeti ( il pallone è un pianeta naturalmente) e dei neutrini si fanno fotografare… 

 

 

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DALL’EBOOK UNO DEI FINALI DI ARGO:

“Signore, – cominciò Argo – non mi è stato possibile chiarire nel dettaglio…”.“Lo so, lo so…” disse Idrogeno interrompendolo.Argo rimase congelato da queste parole. Sapeva già tutto?“So che non è stato facile realizzare la tua missione e che praticamente non hai nulla da dirmi. È vero?”.“Sì, mio Sovrano!”  balbettò Argo. “Non te ne dare pena! Ho trovato io un modo nuovo per affrontare il problema. Nel mio cervello girano ancora elettroni di buona qualità. Non sono rimbambito, come pensano certuni!” e si girò a guardarlo. Argo si sentì improvvisamente libero e leggero, da pesante e congelato che era prima. Calcolò, però, che Idrogeno stesse per combinarne un’altra delle sue. Sicuramente c’erano nuovi guai all’orizzonte. “Guarda qui dentro, Argo” lo incitò Idrogeno mostrandogli il telescopio.“Che cosa c’è, mio Signore?” domandò Argo con voce trepidante. “Tempeste solari, supernove. Questo è il nuovo settore in cui investire.” “Ma per fare che?” chiese ancora Argo. “Diamine, per fare di nuovo bang!” Argo volò via. Non volle più ascoltare il suo pazzo sovrano.

 

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Diario della seconda giornata del Laboratorio “Piccoli lettori mutanti”

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Progetto “Io leggo” a Centrale Preneste Teatro 

Giornata di eclissi di sole e giornata in cui si parla dell’universo e dei vulcani… La nostra seconda giornata di Laboratorio a Centrale Preneste Teatro con i bambini della Scuola elementare Giulio Cesare è stata molto bella!

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Come sappiamo Argo, gas leggero, è stato convocato da Padre Idrogeno nella sua reggia: evento a cui i ragazzi hanno dedicato dei bei disegni… e a cui dedicheremo una delle nostre azione teatrale…

Tantalia che parla con Padre Idrogeno_Ludmilla

Argo e Padre Idrogeno che stanno nelluniverso

 

 

 

 

 

Ma siamo andati anche avanti nella lettura dell’ebook leggendo la prima avventura di Argo e la prima avventura di Tantalia. Argo è andato nella Valle dell’Inferno, dove c’è un impianto di soffioni boraciferi, chiamato Serpente di ferro,  a chiedere consiglio a suo fratello Elio, che corre leggero là dentro. Questo è un brano del loro dialogo: ”

elio

 

“Argo! Qual è lo scopo della tua missione? Che vuoi sapere?”. “È stato Idrogeno a convocarmi. Vuole che io prenda informazioni sui Radioattivi”. “I Radioattivi? Dunque è da loro che viene il pericolo!”.“Non lo sappiamo con sicurezza. Idrogeno stesso non lo sa, però li sospetta”. “Ha ragione a farlo. Specialmente i Transuranici sono senz’altro più potenti di lui. Mi sembra impossibile, però, che possano tramare la distruzione stessa del Sistema. Non converrebbe nemmeno a loro. Sono troppo giovani per cavarsela completamente da soli”.

 

Tantalia invece nella sua prima avventura viene inviata sul vulcano Etna, in Sicilia, a interrogare Natron, un carbonato di sodio, molto particolare, che deriva la sua sapienza dagli antichi Egizi che lo usavano per imbalsamare i cadaveri. Natron però che è molto scostante le dice di parlare con suo padre Polonio, cosa che fa infuriare Tantalia…

  Tantalia era emozionata. La vista sulla cima dell’Etna del cratere denominato La Voragine le toglieva il fiato. Il paesaggio privo di vegetazione assomigliava a quello lunare ma nel cratere la lava ribolliva e Tantalia ne era ipnotizzata. La testa le girava, si trovava oltre i 3.000 metri di altezza e poteva vedere anche la distesa del mare come un rifugio che la richiamava alla frescura e al piacere. Intorno a lei si alzavano varie fumarole incandescenti contenenti zolfo e ferro. Sperò che Natron apparisse al più presto, stava per sciogliersi, era pur sempre un Metallo!

Natron e Tantalia

 

 

 

 

 

 

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Dopo la lettura abbiamo proposto ai ragazzi di cominciare a studiare come avremmo realizzato le due azioni teatrali che la lettura ci ha ispirato: la scena di Argo nella reggia di Idrogeno nell’universo per i ragazzini del gruppo di Argo e la scena di Tantalia sull’Etna per le ragazzine del gruppo di Tantalia. E allora abbiamo mostrato le foto vere dell’universo realizzate dal Telescopio Hubble della NASA e le foto del vulcano che faranno da sfondo alla nostra azione teatrale e i ragazzi le hanno scelte…

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Per la prossima volta avremo molti più disegni dei ragazzi e anche la voglia di realizzare i B.U.T (brevi unità teatrali) in questo magnifico teatro destinato al teatro per ragazzi.

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PICCOLI LETTORI MUTANTI

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 PICCOLI LETTORI MUTANTI DALL’EBOOK AL TEATRO

Laboratorio a cura di Maurizio Caminito e Stefania Fabri sull’ebook per ragazzi IL SEGRETO DELL’ULTIMO in collaborazione con  Centrale Preneste Teatro all’interno del progetto ” Le storie abitano nei libri” approvato dalla Regione Lazio con il bando “Io leggo”, con partecipazione dell’Istituto Comprensivo “Via Dal Verme” scuola primaria Giulio Cesare, IV elementare classe C, insegnante Chiara Pacella, e della IV elementare classe A, insegnante Mina Giudice

Premessa

Davanti al ‘nativo digitale’, che avrebbe grandi potenzialità nell’apprendimento informale in ambienti digitali, ci sono in Italia resistenze e inaccettabili chiusure.  Eppure di ‘intelligenza collettiva’ Pierre Lévy ne ha parlato parecchio tempo fa in Europa, ma è in Usa che a partire dalle sue intuizioni si è sviluppata di più la teoria della ‘cultura convergente’. Per esempio  Henry Jenkins[1] attraverso il suo lavoro al MIT ha prodotto ricerche ed è pervenuto alle tre modalità che potremmo interpretare così: “perdere tempo, trastullarsi, diventare fanatico della tecnologia”​​, che consentono al nativo digitale di usare la tecnologia senza subirla.

Ed è palese che se i lettori non si abituano a un ‘consumo culturale’ del digitale, saranno solo un po’ più in là utenti da scappa e fuggi nel mondo dei tweet, dello ‘snark’ antipedagogico, del litigio col prossimo senza conoscerlo, del facebook ‘perditaditempo’. E’ questo che dobbiamo affrontare, la priorità culturale dei consumi digitali…e l’ebook ha un posto fondamentale in questo contesto.

In un primo Laboratorio sull’ebook de “Il segreto dell’ultimo”, pubblicato da Quintadicopertina.com, storia fantascientifica ambientata nella Tavola Periodica degli Elementi, realizzato con la quarta E della scuola elementare San Francesco alla Biblioteca di Anguillara Sabazia, si è evidenziato che i bambini, anche se non hanno mai letto un ebook e addirittura alcuni nemmeno hanno mai usato un computer, sono attratti da quello che si potrebbe definire il cyber-mondo, quello dove c’è la tecnologia e  in questo caso anche quella cosa fantascientifica, ma assolutamente reale che è la chimica, dominata dai fantastici ‘elementi’ della Tavola Periodica. Si abituano facilmente a pensare ai Gas Nobili e ai Metalli e alla radioattività… Per cui la lettura di questo ebook sviluppa anche una riflessione sull’ambiente e sull’uso del nucleare.

L’attività

La proposta, rivolta a due classi di bambini del secondo ciclo delle elementari è articolata su due programmi di attività, o meglio due fasi dello stesso programma, caratterizzati dal coinvolgimento nella lettura di una storia per l’eBook che darà come esito del lavoro una “messa in scena” per un teatro minimale e tecnologico, il tutto accompagnato da un ‘giornale on line”.

Vi saranno quattro figure che accompagneranno le letture e il teatro:

La ‘guida per la lettura’, cioè l’autrice dell’ebook, Stefania Fabri , spiegherà e condurrà i ragazzi nei percorsi di ascolto delle letture e nelle scelte degli itinerari da seguire.

Il “maestro costruttore”, cioè Maurizio Caminito: aiuterà i ragazzi a “mettere in scena” le storie e a realizzare il giornalino on line.

I ‘mutanti’: ragazzi e attori di Centrale Preneste Teatro che leggeranno e metteranno in scena la storia a partire dal testo dell’eBook.

il ‘castaldo’: l’organizzatore di Centrale Preneste Teatro

L’obiettivo del laboratorio è quello di produrre e condividere una serie di letture, scritture e azioni teatrali che potranno assumere la forma di:

‘L.O.B’ (Lettura ottenuta per bivi): lettura ottenuta per bivi, cioè secondo le scelte dei lettori

‘B.U.T.’ (Brevi Unità Teatrali): unità elementari di teatro, cioè piccole scene teatrali realizzate dai ragazzi per illustrare i percorsi e le storie dell’ebook.

‘B.O.L.’ (Blog Ottenuto Leggendo): un blog, realizzato collettivamente per l’occasione, che permetterà ai ragazzi di documentare il lavoro delle classi.

[1] Cfr il suo blog,  http://henryjenkins.org/

RACCONTI FANTASTICI DI VILLA SCIARRA

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EVENTI DI PRESENTAZIONE DEL LIBRO RACCONTI FANTASTICI DI VILLA SCIARRA DI STEFANIA FABRI, ILLUSTRATO DA ORSOLA DAMIANI

in collaborazione
con LE VIE DEI FESTIVAL e con il TEATRO VASCELLO

Il libro raccoglie dodici racconti, scritti da Stefania Fabri e illustrati da Orsola Damiani, che sviluppano un’unica storia, quella dei misteri di Villa Sciarra.Si ispirano alla storia della villa, alle sue fontane, ai personaggi che l’hanno abitata e alle leggende che la rendono un luogo affascinante e pieno di mistero.  È edito da Laboratorio Web per la Cultura che inaugura così la sua attività editoriale con una nuova collana di racconti dedicati a luoghi particolari della città, dal titolo “Genius Loci”, progettata e realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale GoTellGo.

I racconti si ispirano alla storia di Villa Sciarra, alle sue fontane, ai personaggi che l’hanno abitata e alle leggende che la rendono un luogo affascinante e pieno di mistero. I protagonisti delle dodici storie sono Taddeo, un ragazzino di dieci anni, intelligente ma anche un po’ ansioso, il fantasma di una ragazzina di dodici anni, Cornelia, che andò sposa giovanissima a un Barberini, antenata di quel Maffeo Barberini che fu costretto a vendere la Villa a un ricco americano. L’altro personaggio fondamentale è la Ninfa Furrina, che si presenta come una ragazza grunge, dispettosa e intrattabile. Ma sarà lei l’aiuto fondamentale per risolvere la maledizione che grava sulla Villa, affrontando anche lo scontro con il temibile Gaionas, antico custode del tempio siriaco.

I giovani lettori potranno “vedere” animarsi le sculture che abitano la Villa e ascoltare i loro racconti, da Pan a Endimione, dai putti ai satiri, dai pavoni alle regine. Alla fine del libro c’è anche la proposta di tre giochi a partire dalle immagini.

Ecco l’indice del libro:

  1. Una principessa a Villa Sciarra: inizio di tutte le storie
  2. Una tartaruga e quattro Sfingi
  3. La ninfa ribelle e il bello addormentato
  4. Storia di un flauto e di angeli senza ali
  5. Storia di un avvelenatore morto di peste
  6. La danza dei mesi e il secondo re
  7. Pavoni e regine
  8. L’inseguimento e i due pastorelli
  9. Garibaldini e francesi
  10. Riunione segreta al Casino Barberini
  11. La maledizione del fuggitivo
  12. Gaionas e i serpenti

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CON IL PRETESTO DEL TEATRO

UNA MOSTRA SUL TEATRO, L’ANIMAZIONE SOCIO-CULTURALE E LA VITA IN COMUNE DI UN GRUPPO TEATRALE DEGLI ANNI SETTANTA

INSTALLAZIONI, FOTOGRAFIE, VIDEO

Inaugurazione giovedì 12 giugno 2014 ore 18 – Finissage 27 giugno ore 18

A cura di Maurizio Caminito, Stefania Fabri, Alessandro Panzetti, Giuliana Zagra

 Margini e Segni ha presentato all’interno del progetto di microarte ‘inthebox’ una valigia di documenti, storie, testimonianze sul teatro, l’animazione socio-culturale e la vita in comune di un gruppo teatrale degli anni Settanta, la cui sperimentazione si può dire significativa delle tendenze, delle pulsioni, degli idealismi che univano molti giovani. Ora da questo progetto nasce una vera mostra all’interno del nuovo spazio sperimentale del Monteverde Living Lab.

La mostra CON IL PRETESTO DEL TEATRO si articola in tre sezioni: la prima comprende la suggestiva installazione Anamorfosi 01, che è il prodotto delle ricerche sulla prospettiva e la visualizzazione delle forme di Alessandro Panzetti, accompagnata dai disegni di Gianfranco Filacchione, intitolati Labirinti. Questa prima sezione prende spunto dalla iniziativa del Teatro Pretesto nel 1975, Proposte di Azione sull’Ambiente.

Una seconda installazione, Il rispecchiamento, ispirandosi a una scena dello spettacolo La strada di Muu, evidenzia la capacità del teatro di fornire un’immagine di noi stessi, anche attraverso la deformazione della visione e il passare del tempo.

La terza sezione, Sulla scena, documenta attraverso fotografie artistiche l’attività teatrale del Teatro Pretesto tra il 1974 e il 1976 nei tre spettacoli: Azione teatrale, La strada di Muu e l’ultima produzione Ubu re.

Un video, che ripercorre l’esperienza della vita in comune nel casale di Via di Selva Candida e il contesto culturale di quegli anni, fornisce il quadro in cui si è collocata l’attività del gruppo.

Gli autori hanno condiviso negli anni 70, insieme a un folto gruppo di coetanei, eventi e ed iniziative che hanno portato alla fondazione di un gruppo teatrale: il Collettivo Teatro Pretesto, nato nel 1974 dall’unione di studenti universitari romani, di Architettura e di Lettere e Filosofia, cui si aggiungono due registi/animatori teatrali spezzini, Fulvio Acanfora e Luigi Conversa. Questa adesione alle tematiche del teatro sperimentale si rafforza con la decisione di alcuni di loro andare a vivere e lavorare insieme in un casale della periferia della capitale, a Casalotti. Il gruppo dopo alcune rappresentazioni teatrali e due spettacoli rappresentati a Roma, sceglie, non senza contrasti interni, di dedicarsi all’animazione teatrale, in quegli anni sostenuta a Roma dal Teatro Scuola del Teatro di Roma, guidato dal critico teatrale Giuseppe Bartolucci.

LE INSTALLAZIONI

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I DISEGNI DI GIANFRANCO FILACCHIONE “LABIRINTI”

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LA SECONDA INSTALLAZIONE “RISPECCHIAMENTO” PRENDE SPUNTO DA QUESTA FOTO

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LE FOTO DI SCENA COME QUESTA DE “LA STRADA DI MUU”

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 E COME QUELLA DELL’UBU RE

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NEL VIDEO: LA VITA IN COMUNE

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E… IL CONTESTO SOCIO-CULTURALE

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LA MOSTRA SUL “PRETESTO”

Stiamo lavorando all’allestimento a Moll (Monteverde Living Lab, lo spazio a via Andre Busiri Vici a Roma) della mostra sull’espansione della nostra box  “Era tutto un pretesto”.

Tutta la parte del cosiddetto “contesto” andrà su video…

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Insieme anche alla parte della cosiddetta “Vita in comune”

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Mentre al teatro saranno dedicati due ‘sezioni”: una per l’installazione “Environment” che facemmo allo Studio della Stazione Vaticana, rivisitata con un progetto strepitoso e l’altra dedicata al nostro teatro ‘povero’….

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RICORDANDO IL DECENTRAMENTO ANNI 70

Su iniziativa della nostra amica Sabina De Tommasi, si è svolta una giornata di Corso domestico per organizzatori culturali (gratuito ovviamente) a casa nostra, nel nuovo Laboratorio, infatti abbiamo chiuso lo spazio di Bracciano e la nostra attività si svolgerà  in parte a Roma nel quartiere di Monteverde, dove realizzeremo  mostre e seminari nel nuovo MoLL (Monteverde Living Lab) in collaborazione con quella struttura, in parte in giro in altri spazi che ci vorranno ospitare.

Il corso ha avuto due argomenti principali richiesti dai partecipanti: l’esperienza del Teatro Pretesto all’interno del Teatroscuola del Teatro di Roma negli anni ’70, quindi il passaggio dal teatro all’animazione culturale nel cosiddetto ‘decentramento’ e il rapporto tra l’organizzatore culturale e la pubblica amministrazione.

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Sul primo argomento abbiamo ricordato quanto fosse importante il contesto culturale che accompagnava la nostra esperienza, quanto abbia contato  Giuseppe Bartolucci, sapiente regista di un decentramento totalmente diverso da quello che vedeva portare gli spettacoli nati nel  centro alla periferia. Ed ecco le sue parole dalla rivista “Teatroltre” dedicato al “Decentramento a Roma 1973-1977”, dove sono descritte le esperienze del Collettivo G a Centocelle, di Gioscosfera a Borghesiana, di Ruotalibera a Ostia, del Teatro Pretesto  al Trullo – Montecucco: “la pratica adulta dell’animazione ha sufficienti esempi (’68 a Torino, ’75 a Roma) di fronte a sé per non perdersi e sgomentarsi non tanto dei suoi insuccessi quanto dei suoi passaggi; e questi ultimi dipendono dalle situazioni politiche e culturali in atto oltre che dalle variazioni di crescita e di diffusione dei gruppi nel territorio. (…) In breve non si deve dare adito a chicchessia di mettere assieme assistenza sociale e assistenza artistica con una concreta destinazione ad uso di subalternità… “.

Ecco che una tematica del genere può tornare dal passato a ripresentarsi in qualche modo per esempio proprio quando si ragiona sul famoso ‘bene comune’.  Ma c’è da dire che ammirare un certo tipo di teatro ti porta sempre verso il nesso tra estetica e socialità…

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Sul secondo punto la parte amministrativa è stata subito sopravanzata dalla tematica  più politica e sul fatto che nessuno si occupi più di un vero ‘decentramento’ e che si avveri ciò che temeva Bartolucci, cioè che usare le strutture create per questo, come ad esempio i Teatri di cintura, possa servire solo ad attivare semplicemente un circuito…cioè l’antistoria del vero teatro…Noi non dimentichiamo il vero teatro aperto al sociale, come per esempio, l’esperienza del ‘baratto’ di Eugenio Barba nel Salento!

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