FORME INVERSE # 2

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ACCADEMIA RAFFAELLO  –  URBINO

CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI “URBINO E LA PROSPETTIVA”

ALESSANDRO PANZETTI   FORME INVERSE # 2

A cura di Maurizio Caminito e Stefania Fabri

URBINO / BOTTEGA DI GIOVANNI SANTI 5 – 27 SETTEMBRE 2015

inaugurazione 5 settembre ore 17.30

Nel Rinascimento, o nel caso dei virtuosismi prospettici manieristi e barocchi, la tecnica dell’anamorfismo era usata per nascondere significati riservati solo a pochi iniziati. L’accento in quel caso era posto sull’illusione, su un ordine che manifestava, e allo stesso tempo nascondeva ambiguamente, una componente surreale e a volte esoterica.

La ricerca di Alessandro Panzetti, che in questa mostra nella casa natale di Raffaello si sostanzia attraverso installazioni e ‘quadri’ anamorfici, riguarda le ‘forme inverse’, il cui significato è legato all’ambiguità del segno e alla molteplicità d’interpretazione che il segno stesso può generare. È così che l’architetto Panzetti, che è anche musicista e filmaker, trova un’intelligente e fascinosa sintesi nelle sue ‘opere anamorfiche’. Le installazioni riescono in maniera emblematica a ingannare e disorientare l’osservatore-fruitore. Gli studi realizzati da Alessandro Panzetti sull’uso rovescio della geometria descrittiva gli sono serviti non per descrivere banalmente un oggetto tridimensionale semplificandone la lettura, ma, al contrario, per evidenziare la molteplicità d’interpretazione di un segno bidimensionale se considerato come proiezione su un piano, di uno spazio tridimensionale. Tutto ciò assume un significato metaforico avvincente e ambiguo ancor più se la sperimentazione è applicata anche alla visione binoculare ovvero alle proiezioni stereoscopiche, quelle, da lui definite, “ombre doppie”.

Bottega di Giovanni Santi via Raffaello 57- 61029 URBINO (PU) tel. e fax 0722320105

Orari mostra: 9-12.30; 15-18.30; domenica e festivi: 10-12.30

Per informazioni: studiodoppio@libero.it

PERCORSO DELLA MOSTRA

PIANTA finale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Anamorfosi 01 un’unica anteriore realtà dalla frase di Fernando Pessoa “Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un’unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti”
  •  “Anamorfosi 02a”   co-incidenze platoniche facendo riferimento ai due solidi platonici, cubo e ottaedro presenti.
  •   “Anamorfosi 02b”  co-incidenze cinetiche facendo riferimento alla rotazione del ramo che genera i cerchi
  •  “Anamorfosi 03”  doppia simmetria
  •  “Anamorfosi tetraprospettica” facendo riferimento a una sorta di ‘geometria della percezione’
  •  “Ombre doppie“:  ombra doppia, memoria di un cubo 1 (e 2)  e ombra doppia, memoria di un tetraedro 1 (e2) facendo riferimento al fatto  che la loro corretta visione svela un oggetto nascosto, quello che le ha generate.
  • Video e materiali di documentazione

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ANAMORFOSI 01

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ANAMORFOSI TETRAPROSPETTICA

 

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OMBRE DOPPIE

 

Breve biografia di Alessandro Panzetti

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nato a  Roma il 15 dicembre 1949, vive e lavora in via Selva Candida n.311 a Roma

tel. 06/61562605; e.mail: studiodoppio@libero.it

Laureatosi in Architettura nel 1980, Alessandro Panzetti prima di impegnarsi nell’insegnamento delle tecniche artistiche si è distinto nelle attività creative quale il teatro, partecipando alle attività del Teatro Pretesto, incaricato dal Teatroscuola del Teatro di Roma per attività teatrali nelle periferie urbane. Nello stesso tempo ha coltivato le sue capacità nell’ambito musicale, sia sviluppando l’uso di vari strumenti sia con uno studio sulla musica popolare per due anni al Conservatorio di Roma nel corso tenuto da Boris Porena. È stato capace di unire la ricerca prospettica tipica dell’architettura con l’immagine in movimento. Ha realizzato così numerosi film di animazione, che hanno ricevuto premi anche a livello internazionale,  in cui ha sperimentato un linguaggio in grado di unire la ricerca sulle immagini in movimento  ed effetti particolarmente suggestivi dal punto di vista visuale. Ha unito alla ricerca grafica l’abilità nel gestire le innovazioni tecnologiche, cosa che ha realizzato anche nell’insegnamento con i giovani all’Istituto d’Arte di Pomezia. Ha realizzato corsi per il MIUR e ha preso parte a  progetti europei sul cinema d’animazione. Ultimamente ha partecipato a tre mostre:

  • nel marzo 2013 alla Mostra Inthebox4 nella Galleria Margini e Segni di Bracciano  con la realizzazione di una ‘valigia’ artistica piena di materiali  in grado di raccontare la storia di un gruppo teatrale degli anni Settanta;
  • nel maggio 2013 alla Mostra Inthebox All Sessions al Lanificio 159 a Roma;
  • nel giugno 2014 alla Mostra Con il Pretesto del Teatro nello spazio di MoLL- Monteverde Living Lab, Roma, con l’installazione Anamorfosi 01

Nel dicembre 2014 ha realizzato la sua personale nello Spazio 311b a Roma intitolata Forme inverse in cui ha presentato tre installazioni, i suoi studi e le sue videoproiezioni sull’anamorfosi. E ora grazie all’invito dell’architetto Gianni Volpe, amico dei tempi degli studi di architettura, è stato possibile realizzare la mostra arricchita di altri lavori e di nuove riflessioni nel bellissimo spazio dell’Accademia Raffaello a Urbino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL PAPPAGALLO MIRACOLOSO TRA ARTE E FIABA

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                                    L’Arte racconta…”Il pappagallo miracoloso”

                              inaugurazione sabato 13 dicembre 2014 ore 16,00

                                            Stazione di Ottavia – Roma

L’arte racconta…”Il pappagallo miracoloso” è il titolo della mostra che da sabato 13 dicembre  al 6 gennaio, presso la  Stazione di Ottavia, ha dato il via al periodo di festività natalizie. Più di 20 artisti presenti e  la collaborazione di alunni di due scuole  che, con le loro opere, hanno interpretato una storia di fantasia, scritta da Stefania Fabri e ambientata proprio nella Stazione di Ottavia. L’ inaugurazione dell’evento, alle ore 16,00, avverrà alla presenza dell’Assessore alla Cultura Marco Della Porta e di Stefania Fabri.

Il quadrante nord ovest di Roma, attraverso questo inedito luogo, ha potuto mettere in sintonia tanti fattori differenti, dal denominatore comune: offrire cultura partendo da motivazioni che fanno leva su temi sociali. E’ stato possibile realizzare tutto ciò grazie a RFI, al sempre attivo Assessore alla Cultura Marco Della Porta, alla ideatrice e curatrice di questi eventi Simona Sarti, alla Associazione Movimento Artisti Arte per, che hanno intercettato la sintonia esistente tra il  territorio e realtà come le scuole e i singoli cittadini senza limiti di età, in un laboratorio dall’ambizioso progetto che si muove tra artisti e nuove forze emergenti. Una inversa tendenza di impegno e speranza fanno sì che Ottavia testimoni il cambiamento e l’arricchimento della periferia come democrazia culturale .

Artisti partecipanti: Isabella Angelini, Luca Baseggio, Alessandra Bilotta, Carla Cantatore, Roberta Cavagnoli, Norberto Cenci, Eleonora Del Brocco, Armanno Fast Fasteni, Giulia Galatone, Giovanna Gandini, Adriano Gentili, Florian Heymann, Metello Iacobini, Marina Mannoni, Paolo Andrea Pandolfi, Michel Patrin, Elisabetta Piu, Marialuisa Ricciuti, Paolo Ronchi, Simona Sarti, Eugenia Serafini, Grazia Sernia, Caterina Vitellozzi, gli aulunni di una quinta dell’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria e gli alunni della sezione verde della Scuola dell’Infanzia ” Camilla Ravera”.

La mostra rimarrà aperta nei giorni 15 – 17 – 19 – 29 dicembre 2014 e 2 gennaio 2015 dalle ore 17,00 alle 19,00 e su appuntamento a: stazioneottavia@nuoviquartieri.it

I lavori degli artisti (collocati su delle basi) e quelli dei ragazzi (appesi alle pareti) erano tutti organizzati in ‘scatole’ e seguivano passo passo il racconto scandito secondo le ‘funzioni’ della fiaba di Propp :l’allontanamento, il divieto, la disubbidienza, la partenza, l’oggetto magico,la prova (o il bivio), l’antagonista, la vittoria, la persecuzione, il compito difficile, il falso eroe, il lieto fine.

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E’ un esperimento molto riuscito e anche un modello virtuoso che riesce ad abbinare l’arte  realizzata dagli artisti, la creatività dei bambini, la fiaba ispirata alle fiabe classiche ma moderna, ambientata in un luogo, vale a dire la stazione ferroviaria di un quartiere periferico, come quello di Ottavia e in più la gente del quartiere, che ha piacevolmente partecipato portando anche dolci e bevande.

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LA MOSTRA SUL “PRETESTO”

Stiamo lavorando all’allestimento a Moll (Monteverde Living Lab, lo spazio a via Andre Busiri Vici a Roma) della mostra sull’espansione della nostra box  “Era tutto un pretesto”.

Tutta la parte del cosiddetto “contesto” andrà su video…

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Insieme anche alla parte della cosiddetta “Vita in comune”

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Mentre al teatro saranno dedicati due ‘sezioni”: una per l’installazione “Environment” che facemmo allo Studio della Stazione Vaticana, rivisitata con un progetto strepitoso e l’altra dedicata al nostro teatro ‘povero’….

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RICORDANDO IL DECENTRAMENTO ANNI 70

Su iniziativa della nostra amica Sabina De Tommasi, si è svolta una giornata di Corso domestico per organizzatori culturali (gratuito ovviamente) a casa nostra, nel nuovo Laboratorio, infatti abbiamo chiuso lo spazio di Bracciano e la nostra attività si svolgerà  in parte a Roma nel quartiere di Monteverde, dove realizzeremo  mostre e seminari nel nuovo MoLL (Monteverde Living Lab) in collaborazione con quella struttura, in parte in giro in altri spazi che ci vorranno ospitare.

Il corso ha avuto due argomenti principali richiesti dai partecipanti: l’esperienza del Teatro Pretesto all’interno del Teatroscuola del Teatro di Roma negli anni ’70, quindi il passaggio dal teatro all’animazione culturale nel cosiddetto ‘decentramento’ e il rapporto tra l’organizzatore culturale e la pubblica amministrazione.

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Sul primo argomento abbiamo ricordato quanto fosse importante il contesto culturale che accompagnava la nostra esperienza, quanto abbia contato  Giuseppe Bartolucci, sapiente regista di un decentramento totalmente diverso da quello che vedeva portare gli spettacoli nati nel  centro alla periferia. Ed ecco le sue parole dalla rivista “Teatroltre” dedicato al “Decentramento a Roma 1973-1977”, dove sono descritte le esperienze del Collettivo G a Centocelle, di Gioscosfera a Borghesiana, di Ruotalibera a Ostia, del Teatro Pretesto  al Trullo – Montecucco: “la pratica adulta dell’animazione ha sufficienti esempi (’68 a Torino, ’75 a Roma) di fronte a sé per non perdersi e sgomentarsi non tanto dei suoi insuccessi quanto dei suoi passaggi; e questi ultimi dipendono dalle situazioni politiche e culturali in atto oltre che dalle variazioni di crescita e di diffusione dei gruppi nel territorio. (…) In breve non si deve dare adito a chicchessia di mettere assieme assistenza sociale e assistenza artistica con una concreta destinazione ad uso di subalternità… “.

Ecco che una tematica del genere può tornare dal passato a ripresentarsi in qualche modo per esempio proprio quando si ragiona sul famoso ‘bene comune’.  Ma c’è da dire che ammirare un certo tipo di teatro ti porta sempre verso il nesso tra estetica e socialità…

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Sul secondo punto la parte amministrativa è stata subito sopravanzata dalla tematica  più politica e sul fatto che nessuno si occupi più di un vero ‘decentramento’ e che si avveri ciò che temeva Bartolucci, cioè che usare le strutture create per questo, come ad esempio i Teatri di cintura, possa servire solo ad attivare semplicemente un circuito…cioè l’antistoria del vero teatro…Noi non dimentichiamo il vero teatro aperto al sociale, come per esempio, l’esperienza del ‘baratto’ di Eugenio Barba nel Salento!

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L’ESPANSIONE DELLE BOX

Ecco un’immagine significativa della box di Sabina De Tommasi, immersione nell’atto quotidiano del fare il pane ma anche l’immaginario collegato a questo…

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La nostra nuova linea editoriale che praticheremo nel nuovo spazio a Roma, Monteverde Living Lab, insieme ad un’altra associazione culturale, sarà quella di ‘espandere’ o ‘esplodere’ le nostre box e da lì nasceranno anche altre cose, come laboratori e incontri per approfondire tematiche e dettagli tutt’altro che di contorno.

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E sarà possibile approfondire periodi precisi della storia di una generazione, esaminare da vicino documenti e immagini, ma anche fantasiose ricostruzioni artistiche, ripensamenti ed elaborazioni di atteggiamenti e ricordi, ma anche visioni dell’oggi, del quotidiano, intuizioni che servono per migliorare se stessi….

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 Volare alto ma senza perdere la concentrazione su quello che ci serve oggi…Individuare piste e segnalare ostacoli…soprattutto del pensiero. Arte e quotidiano, immaginario e comportamento.

IL PRETESTO DEL VIAGGIO ALL’INDIETRO

Condivisione della valigia come box del recupero di una storia degli anni ’70…

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I vari documenti nella valigia come ricerca di un percorso creativo sul teatro e sul vissuto di un collettivo

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Nei libri self publishing… un copione teatrale scritto da noi de “La strada di Muu”, documenti sulla vita al Casale di Selva Candida in “Vita in comune”, quello che ci interessava e ci piaceva documentato ne “Il contesto del Pretesto”, il passaggio all’animazione come scelta politica verso il sociale…

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 Vita in comune

Fusco+carriola..

Dai ‘racconti’ contenuti in “Vita in comune”

 I Pionieri scelsero Borgochiaro come loro dimora. Chi cerca un’abitazione scorre accuratamente gli annunci. Chi poi deve trovarla per sé ed anche altre persone si sofferma a considerare solo quelle piuttosto spaziose. E se non ha quattrini da spendere ma idee ambiziose e progetti innovatori può addirittura imbattersi in qualcosa di speciale: non una casa ma un pianeta. Questo pianeta aveva l’aspetto di un casale rustico male in arnese, ma gli occhi dei pionieri che sanno guardare lontano, lo videro come sarebbe stato in futuro.

Da “Il contesto del Pretesto”: primo concerto rock a Caracalla

il primo concerto rock a Caracalla

“La strada di Muu”: Il copione realizzato con la tecnica della ‘scrittura collettiva’, un misto di ricordi d’infanzia, Shakespeare, l’antropologia strutturale, poeti greci…: allestimento minimale

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Quarto libretto “L’animazione” dove si racconta anche del mitico “Storia di re, draghi, ciarlatani e popolo in rivolta”!…

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2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 2.800 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 5 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.