DIARIO DELLA PRIMA GIORNATA DI LABORATORIO

LEGGERE INSIEME UN’EBOOK PER RAGAZZI

Il primo giorno del Laboratorio “Piccoli Lettori Mutanti” a Centrale Preneste  abbiamo incontrato per la prima volta le classi di IV elementare della scuola elementare Giulio Cesare (classe IV A e IV C), in tutto 41 bambini ( di cui 17 ragazzine e 24 ragazzini, tutte e tutti molto simpatici). Abbiamo riunito le due classi in due gruppi formati da quelle che avrebbero seguito Tantalia, la protagonista femminile della storia, e da quelli che avrebbero seguito Argo, il protagonista maschile dell’avventura.

Abbiamo visto insieme la presentazione con la spiegazione dell’attività che avremmo realizzato con loro: dove si svolgeva la nostra storia (cioè nel Sistema degli Elementi chimici), chi è Padre Idrogeno, Signore del Sistema degli Elementi, che affida un compito ad entrambi i nostri eroi, cioè  Tantalia, il metallo del gruppo D e Argo, il gas leggero,  e soprattutto come si legge un’ebook che è stato progettato con tanti link e tante alternative nell’andamento della storia.

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La cosa bella è che i ragazzi erano pronti e muniti dei dispositivi utili a leggere un ebook! così hanno potuto seguire la lettura dei loro compagni sulla proiezione dal computer con grande attenzione! Che bravi ! E che brave! Così abbiamo iniziato la lettura con grande concentrazione…

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Abbiamo nominato due caposquadra che via via hanno assegnato la lettura ad alta voce anche ad altri loro compagni. Abbiamo concordato poi che per la prossima volta porteranno anche disegni dei nostri eroi: l’intraprendente Tantalia, il garbato e ironico Argo, l’insofferente e collerico Padre Idrogeno.

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Sono stati realizzati da alcuni bambini i primi disegni, piuttosto significativi. Qui eccone uno su Tantalia che raggiunge il vulcano Etna in Sicilia per incontrarsi con Natron, un elemento imparentato con Boro e tutti gli altri elementi che lavorano nelle centrali atomiche, usato però nell’antichità dagli Egiziani per imbalsamare i cadaveri. Ed ecco un altro disegno su Argo che si trova nell’universo a parlare con il Signore del Sistema degli Elementi, l’elemento più diffuso nell’Universo: Idrogeno.

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padre idrogeno parla con Argo dell'ultimo segreto

 

 

 

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PICCOLI LETTORI MUTANTI

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 PICCOLI LETTORI MUTANTI DALL’EBOOK AL TEATRO

Laboratorio a cura di Maurizio Caminito e Stefania Fabri sull’ebook per ragazzi IL SEGRETO DELL’ULTIMO in collaborazione con  Centrale Preneste Teatro all’interno del progetto ” Le storie abitano nei libri” approvato dalla Regione Lazio con il bando “Io leggo”, con partecipazione dell’Istituto Comprensivo “Via Dal Verme” scuola primaria Giulio Cesare, IV elementare classe C, insegnante Chiara Pacella, e della IV elementare classe A, insegnante Mina Giudice

Premessa

Davanti al ‘nativo digitale’, che avrebbe grandi potenzialità nell’apprendimento informale in ambienti digitali, ci sono in Italia resistenze e inaccettabili chiusure.  Eppure di ‘intelligenza collettiva’ Pierre Lévy ne ha parlato parecchio tempo fa in Europa, ma è in Usa che a partire dalle sue intuizioni si è sviluppata di più la teoria della ‘cultura convergente’. Per esempio  Henry Jenkins[1] attraverso il suo lavoro al MIT ha prodotto ricerche ed è pervenuto alle tre modalità che potremmo interpretare così: “perdere tempo, trastullarsi, diventare fanatico della tecnologia”​​, che consentono al nativo digitale di usare la tecnologia senza subirla.

Ed è palese che se i lettori non si abituano a un ‘consumo culturale’ del digitale, saranno solo un po’ più in là utenti da scappa e fuggi nel mondo dei tweet, dello ‘snark’ antipedagogico, del litigio col prossimo senza conoscerlo, del facebook ‘perditaditempo’. E’ questo che dobbiamo affrontare, la priorità culturale dei consumi digitali…e l’ebook ha un posto fondamentale in questo contesto.

In un primo Laboratorio sull’ebook de “Il segreto dell’ultimo”, pubblicato da Quintadicopertina.com, storia fantascientifica ambientata nella Tavola Periodica degli Elementi, realizzato con la quarta E della scuola elementare San Francesco alla Biblioteca di Anguillara Sabazia, si è evidenziato che i bambini, anche se non hanno mai letto un ebook e addirittura alcuni nemmeno hanno mai usato un computer, sono attratti da quello che si potrebbe definire il cyber-mondo, quello dove c’è la tecnologia e  in questo caso anche quella cosa fantascientifica, ma assolutamente reale che è la chimica, dominata dai fantastici ‘elementi’ della Tavola Periodica. Si abituano facilmente a pensare ai Gas Nobili e ai Metalli e alla radioattività… Per cui la lettura di questo ebook sviluppa anche una riflessione sull’ambiente e sull’uso del nucleare.

L’attività

La proposta, rivolta a due classi di bambini del secondo ciclo delle elementari è articolata su due programmi di attività, o meglio due fasi dello stesso programma, caratterizzati dal coinvolgimento nella lettura di una storia per l’eBook che darà come esito del lavoro una “messa in scena” per un teatro minimale e tecnologico, il tutto accompagnato da un ‘giornale on line”.

Vi saranno quattro figure che accompagneranno le letture e il teatro:

La ‘guida per la lettura’, cioè l’autrice dell’ebook, Stefania Fabri , spiegherà e condurrà i ragazzi nei percorsi di ascolto delle letture e nelle scelte degli itinerari da seguire.

Il “maestro costruttore”, cioè Maurizio Caminito: aiuterà i ragazzi a “mettere in scena” le storie e a realizzare il giornalino on line.

I ‘mutanti’: ragazzi e attori di Centrale Preneste Teatro che leggeranno e metteranno in scena la storia a partire dal testo dell’eBook.

il ‘castaldo’: l’organizzatore di Centrale Preneste Teatro

L’obiettivo del laboratorio è quello di produrre e condividere una serie di letture, scritture e azioni teatrali che potranno assumere la forma di:

‘L.O.B’ (Lettura ottenuta per bivi): lettura ottenuta per bivi, cioè secondo le scelte dei lettori

‘B.U.T.’ (Brevi Unità Teatrali): unità elementari di teatro, cioè piccole scene teatrali realizzate dai ragazzi per illustrare i percorsi e le storie dell’ebook.

‘B.O.L.’ (Blog Ottenuto Leggendo): un blog, realizzato collettivamente per l’occasione, che permetterà ai ragazzi di documentare il lavoro delle classi.

[1] Cfr il suo blog,  http://henryjenkins.org/

CON IL PRETESTO DEL TEATRO

UNA MOSTRA SUL TEATRO, L’ANIMAZIONE SOCIO-CULTURALE E LA VITA IN COMUNE DI UN GRUPPO TEATRALE DEGLI ANNI SETTANTA

INSTALLAZIONI, FOTOGRAFIE, VIDEO

Inaugurazione giovedì 12 giugno 2014 ore 18 – Finissage 27 giugno ore 18

A cura di Maurizio Caminito, Stefania Fabri, Alessandro Panzetti, Giuliana Zagra

 Margini e Segni ha presentato all’interno del progetto di microarte ‘inthebox’ una valigia di documenti, storie, testimonianze sul teatro, l’animazione socio-culturale e la vita in comune di un gruppo teatrale degli anni Settanta, la cui sperimentazione si può dire significativa delle tendenze, delle pulsioni, degli idealismi che univano molti giovani. Ora da questo progetto nasce una vera mostra all’interno del nuovo spazio sperimentale del Monteverde Living Lab.

La mostra CON IL PRETESTO DEL TEATRO si articola in tre sezioni: la prima comprende la suggestiva installazione Anamorfosi 01, che è il prodotto delle ricerche sulla prospettiva e la visualizzazione delle forme di Alessandro Panzetti, accompagnata dai disegni di Gianfranco Filacchione, intitolati Labirinti. Questa prima sezione prende spunto dalla iniziativa del Teatro Pretesto nel 1975, Proposte di Azione sull’Ambiente.

Una seconda installazione, Il rispecchiamento, ispirandosi a una scena dello spettacolo La strada di Muu, evidenzia la capacità del teatro di fornire un’immagine di noi stessi, anche attraverso la deformazione della visione e il passare del tempo.

La terza sezione, Sulla scena, documenta attraverso fotografie artistiche l’attività teatrale del Teatro Pretesto tra il 1974 e il 1976 nei tre spettacoli: Azione teatrale, La strada di Muu e l’ultima produzione Ubu re.

Un video, che ripercorre l’esperienza della vita in comune nel casale di Via di Selva Candida e il contesto culturale di quegli anni, fornisce il quadro in cui si è collocata l’attività del gruppo.

Gli autori hanno condiviso negli anni 70, insieme a un folto gruppo di coetanei, eventi e ed iniziative che hanno portato alla fondazione di un gruppo teatrale: il Collettivo Teatro Pretesto, nato nel 1974 dall’unione di studenti universitari romani, di Architettura e di Lettere e Filosofia, cui si aggiungono due registi/animatori teatrali spezzini, Fulvio Acanfora e Luigi Conversa. Questa adesione alle tematiche del teatro sperimentale si rafforza con la decisione di alcuni di loro andare a vivere e lavorare insieme in un casale della periferia della capitale, a Casalotti. Il gruppo dopo alcune rappresentazioni teatrali e due spettacoli rappresentati a Roma, sceglie, non senza contrasti interni, di dedicarsi all’animazione teatrale, in quegli anni sostenuta a Roma dal Teatro Scuola del Teatro di Roma, guidato dal critico teatrale Giuseppe Bartolucci.

LE INSTALLAZIONI

ANAMORFOSI 01 DI ALESSANDRO PANZETTI

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I DISEGNI DI GIANFRANCO FILACCHIONE “LABIRINTI”

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LA SECONDA INSTALLAZIONE “RISPECCHIAMENTO” PRENDE SPUNTO DA QUESTA FOTO

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LE FOTO DI SCENA COME QUESTA DE “LA STRADA DI MUU”

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 E COME QUELLA DELL’UBU RE

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NEL VIDEO: LA VITA IN COMUNE

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E… IL CONTESTO SOCIO-CULTURALE

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RICORDANDO IL DECENTRAMENTO ANNI 70

Su iniziativa della nostra amica Sabina De Tommasi, si è svolta una giornata di Corso domestico per organizzatori culturali (gratuito ovviamente) a casa nostra, nel nuovo Laboratorio, infatti abbiamo chiuso lo spazio di Bracciano e la nostra attività si svolgerà  in parte a Roma nel quartiere di Monteverde, dove realizzeremo  mostre e seminari nel nuovo MoLL (Monteverde Living Lab) in collaborazione con quella struttura, in parte in giro in altri spazi che ci vorranno ospitare.

Il corso ha avuto due argomenti principali richiesti dai partecipanti: l’esperienza del Teatro Pretesto all’interno del Teatroscuola del Teatro di Roma negli anni ’70, quindi il passaggio dal teatro all’animazione culturale nel cosiddetto ‘decentramento’ e il rapporto tra l’organizzatore culturale e la pubblica amministrazione.

seminario per insegnanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul primo argomento abbiamo ricordato quanto fosse importante il contesto culturale che accompagnava la nostra esperienza, quanto abbia contato  Giuseppe Bartolucci, sapiente regista di un decentramento totalmente diverso da quello che vedeva portare gli spettacoli nati nel  centro alla periferia. Ed ecco le sue parole dalla rivista “Teatroltre” dedicato al “Decentramento a Roma 1973-1977”, dove sono descritte le esperienze del Collettivo G a Centocelle, di Gioscosfera a Borghesiana, di Ruotalibera a Ostia, del Teatro Pretesto  al Trullo – Montecucco: “la pratica adulta dell’animazione ha sufficienti esempi (’68 a Torino, ’75 a Roma) di fronte a sé per non perdersi e sgomentarsi non tanto dei suoi insuccessi quanto dei suoi passaggi; e questi ultimi dipendono dalle situazioni politiche e culturali in atto oltre che dalle variazioni di crescita e di diffusione dei gruppi nel territorio. (…) In breve non si deve dare adito a chicchessia di mettere assieme assistenza sociale e assistenza artistica con una concreta destinazione ad uso di subalternità… “.

Ecco che una tematica del genere può tornare dal passato a ripresentarsi in qualche modo per esempio proprio quando si ragiona sul famoso ‘bene comune’.  Ma c’è da dire che ammirare un certo tipo di teatro ti porta sempre verso il nesso tra estetica e socialità…

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Sul secondo punto la parte amministrativa è stata subito sopravanzata dalla tematica  più politica e sul fatto che nessuno si occupi più di un vero ‘decentramento’ e che si avveri ciò che temeva Bartolucci, cioè che usare le strutture create per questo, come ad esempio i Teatri di cintura, possa servire solo ad attivare semplicemente un circuito…cioè l’antistoria del vero teatro…Noi non dimentichiamo il vero teatro aperto al sociale, come per esempio, l’esperienza del ‘baratto’ di Eugenio Barba nel Salento!

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