INTHEBOX ALL SESSIONS

 

LA NUOVA MOSTRA DI MARGINI E SEGNI A ROMA CON LA COLLABORAZIONE DI

PTS ARTS E LANIFICIO CUCINA

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Giovedì 23 maggio (alle ore 18.00) nel suggestivo spazio del LANIFICIO CUCINA a Roma si inaugura Inthebox- All sessions, l’esposizione di venticinque realizzazioni a firma di artisti, scrittori e fotografi che, sollecitati da un ‘manifesto’ di regole, hanno realizzato per la Galleria/laboratorio “Margini e Segni”una propria box creativa. Il progetto è promosso in collaborazione con PTS Art’s Factory e Lanificio.

Si tratta di originali produzioni che saranno presentate in quattro sezioni: CATEGORIA MEMORIE, CATEGORIA MONDI, CATEGORIA SEGRETI, CATEGORIA SEGRETI.

In ciascuna box, ognuno degli artisti ha ragionato con la propria espressività su un ‘mondo’, vale a dire sulla specificità di un determinato contesto illusorio o reale, sui ‘segreti’ come concetto declinabile in vari modi, in maniera più culturale o più personale, sui ‘sogni’ come possibilità per la mente di cercare nuove piste, sulle ‘memorie’ personali e collettive che segnano la contemporaneità. Si è cercato così di andare oltre il libro e oltre l’esito di un’opera unica, in un ambito di micro arte e micro editoria che come prima cosa tenta un esito narrativo, coinvolgendo il pubblico che interagisce nella scoperta del contenuto della box, riprendendo così possibili piste di ricerca che partono sia dal mondo dell’editoria e della scrittura nel difficile confronto con le nuove tecnologie, per esempio praticate da Dave Eggars, sia dal recupero di strade battute dall’arte contemporanea in vari modi, basti pensare a Joseph Cornell.

CATEGORIA MEMORIE

Sulle ‘memorie’ di fatti accaduti nell’infanzia in parallelo con la storia contemporanea si è cimentato Francesco Filangeri, con il suo Memory game È sulle memorie dell’infanzia fatta di piccole cose, raccolte ostinatamente e dolcemente che invece si cimenta Marilena Pasini nelle sue quattro piccole box intitolate Io resto qui. Ed è invece sulle memorie più propriamente culturali che si concentra Jacopo Benci nel definire e raccogliere “Le leggi dell’evanescenza”. All’immaginario cinematografico e televisivo, è dedicata l’opera di César Meneghetti, “Immagini senza oggetto. Invece per le memorie di Elisabetta Pandimiglio la scelta del titolo del suo frigo-box contenente anche un video è molto forte: “Fame” come tema emergente in cui si allude ai vari tipi di malattia riguardanti l’eccesso o la mancanza di fame. Sempre alla memoria, ma questa volta riguardante uno sport popolare, il ciclismo, che ha una sua storia epica e coinvolgente, si rivolge il lavoro di Fernanda Pessolano conEd ecco Zandegù”. Per le sue ‘memorie’ Sabina De Tommasi racconta con la sua majdda di Cum paniscome sia bello impastare. Ida Gerosa, invece, artista di computer art nella sua box Una vita nell’arte ha simbolizzato un’attenzione alla documentazione del suo ricco percorso intellettuale e artistico che ha sempre mantenuto viva.

CATEGORIA SOGNI

Il sogno rappresentato da Maria Carla Mancinelli con la sua box Affioramenti poetici ha dato origine alla materializzazione di una visione, ispirata versi poetici sui fiori. Sul sogno di escursioni possibili e impossibili della figura leggendaria del viaggiatore si è concentrata Eleonora Del Brocco nella sua box sui “Viaggiatori dei proprio sogni”. Il sogno di Orsola Damiani ha uno scenario del tutto fiabesco…attraverso Le stagioni. Per il suo sogno Paolina Baruchello ha interpretato nella Piccola wunderkammer per accumulatori di oggetti la creatività dell’archivista di oggetti. Simona Sarti ne “Il gioco-giogo” ha voluto rappresentare quel mondo onirico che è ciò che di più antico abita dentro di noi.

CATEGORIA “MONDI”

Al mondo rappresentato dalla cerimonia del tè si è ispirata Silvia Stucky.  Nel Fiabesco deserto di Stefania Fabri sono contenuti vari elementi: tre libri, sabbia dell’erg, un piccolo cammello il profumo delle oasi, un ciondolo, un rotolo con un manoscritto… I Cinque del Pretesto per Era tutto un Pretestohanno trovato una valigia adatta ad essere riempita da foto, video, copioni teatrali, documenti sulla storia della loro comune teatrale degli anni ’70. Nel mondo descritto da Roberta Mazzanti nella sua box Sotto la pelle dell’Orsa si racconta come si è ‘condannate’ alla bellezza. La categoria ‘mondi’ viene interpretata giocosamente da Maria Luisa Ricciuti che con la sua box su 218 a.C. Annibale attraversa le Alpi”. Nell’ultima box Pages tre ragazze, Giulia, Irene e Domiziana, dedicano la loro  attenzione a un mondo rappresentato da un contenitore ‘libro’.

CATEGORIA SEGRETI

Il gioco sofisticato delle illusioni creato dai “Secrets di Massimo Sansavini, riguarda segreti doppiamente nascosti nel gioco dello slide-puzzle. Al segreto delle immagini raccolte cammin facendo, seguendo il treno che trasportava i deportati verso Auschwitz, si richiama Maurizio Agostinetto neLe cose illuminate numero 2. Ed è invece nei segretiche solo lei può intravvedere come una maga che estrae da cose inerti segni vitali, che Carla Sacco rintraccia “La vita segreta dei muri. Annie Schoterman nella sua fascinosa ‘black box’ sull’individuo intitolataIn due metàha fatto sua una citazione della poetessa suicida Unica Zürn. Il segreto esplorato da Giovanna Gandini in Metamorfosi di Marilynriguarda il gioco di specchi che avvolge la figura della Monroe. Anche Giuliano Sacco in Heart-Shaped box viene ispirato da un mito moderno: la canzone Heart-Shaped Box scritta da Kurt Cobain.

 INFO:

LANIFICIO CUCINA, Via di Pietralata 159 00157 Roma

Tel. 06/41780081 – www.lanificio.comhttps://www.facebook.com/LanificioCucina

Orari apertura: ore 18.00-21.00

INFO STAMPA: Ufficio Stampa Amelia Realino:

Tel. 349.5829624 I e_mail. ameliarealino@gmail.com

 

INTHEBOX 4: IDA GEROSA E L’ARTE NEL COMPUTER

Una vita nell’arte di Ida Gerosa

Dentro questa box  Ida ha racchiuso la sua personale documentazione sulla sua carriera di artista di computer art, che ha sempre cercato di documentare anche con libri in cui ha raccolto riflessioni e dialoghi con critici, storici dell’arte, amici e studenti.

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E se ha superato anche sentimenti angosciosi, come è rappresentato attraverso questa sua immagine il cui titolo è ‘Paura’, è stato grazie anche alla sua grande capacità di dialogo tra il cosiddetto ‘mezzo freddo’ e la sua attitudine all’introspezione: “Gli altri artisti continuano a ripetermi che in questi strumenti manca la manualità e in un certo senso è vero perché viene esplicitata solo attraverso l’uso della tastiera, ma la vera rivoluzione è proprio questa: lo spirito viene esaltato”.

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Il paradosso perseguito da Ida Gerosa consiste nella possibilità dell’uso espressivo di un linguaggio freddo come quello del computer per parlare di emozioni profonde, paure ancestrali, sondaggi pericolosi ed entusiasmanti nell’ inconscio collettivo… 

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E se come dice Mario Costa, l’obiettivo inconscio del lavoro delle avanguardie storiche era l’immagine elettronica, Ida Gerosa ha seguito le loro orme portando a compimento un sogno impossibile: “La computer art  è un volo solitario attraverso il ‘tutto’, alla ricerca dei limiti tra realtà e fantasia…” 

Il suo primo libro “Il discorrere delle cose”, il suo secondo libro “Il pozzo dei desideri”, il suo terzo libro “Il colore delle emozioni”: una vita nell’arte vuol dire per Ida Gerosa dialogo con la realtà che ti circonda, osservare e farsi osservare, interesse per i giovani, umiltà e consapevolezza, coerenza ma mai egocentrismo…

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INTHEBOX 4: LEPORELLI E BLACK BOX DI ANNIE SCHOTERMAN

I segreti delle ‘due metà’ di Annie Schoterman

Sappiamo veramente chi siamo? Gli enigmi dell’uomo. Di quali “segni” disponiamo per esplorare chi siamo? Prendiamo ad esempio Unica Zürn, con i suoi anagrammi misteriosi. Cosa dicono le sue poesie di lei, della sua vita, del suo futuro? Questi anagrammi, queste poesie, costituiscono un riflesso di ciò che le sarebbe accaduto?

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Attraverso i suoi disegni e i suoi anagrammi, Unica Zürn voleva svelare i segreti della vita. Non c’è dubbio che avesse una personalità dissociata, schizofrenica, e che abbia conosciuto grandi paure.

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E gli altri “segni”, che secondo il metodo Rorschach analizzano la psiche dell’uomo, in che misura queste “macchie d’inchiostro” ci rivelano i segreti della nostra personalità?E siamo in grado, attraverso la chimica, di scoprire chi siamo e come saremo? Ma lo vogliamo veramente sapere? Dovrebbe forse esserci una banca nazionale o mondiale del DNA? Siamo tutti “sospetti” dalla nascita, condannati a determinati comportamenti, o malattie?

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Come possiamo, attraverso cibo, farmaci e droghe influenzare la mente e il corpo? Cosa ha di fantastico questa cosiddetta “polvere bianca”? L’uomo è soltanto una macchina regolata da reazioni chimiche? Quanto vogliamo sapere? Quanta influenza vogliamo avere?

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INTHEBOX 4: IL PRETESTO DEL TEATRO IN UNA VALIGIA

“ERA TUTTO UN PRETESTO” DI MAURIZIO CAMINITO, STEFANIA FABRI, GIANNANTONIO MARCON, ALESSANDRO PANZETTI, GIULIANA ZAGRA

Una valigia verde ritrovata nella cantina di Antonio…che ci ricordava Remondi e Caporossi…

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Una valigia adatta ad essere riempita da foto, video, copioni teatrali, documenti
sulla storia di una comune teatrale degli anni ’70: fare teatro e vivere insieme sul modello di Project One a San Francisco con il nostro  ”CollettivoTeatro Pretesto”, più modestamente collocato a Casalotti, nel vecchio Casale di Via di Selva Candida.

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E così si scoprirà che abbiamo cominciato  all’Associazione culturale Monteverde, lavorando sull’improvvisazione con il mito di Eugenio Barba e di Grotowski, pieni di buona volontà alla ricerca di figure totemiche…

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Dopo questi tentativi, ci siamo impegnati seriamente nella realizzazione de “La Strada di Muu”, uno spettacolo sull’adolescenza femminile (da Levi Strauss, passando per De Martino e Shakespeare), realizzando un nostro copione. Lo spettacolo venne rappresentato nel 1975 a Spaziouno.

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E l’ultimo nostro spettacolo su un fantastico e sgangherato “Ubù re” degnamente rappresentato in esclusiva ai festival dell’Unità delle estreme periferie di Roma.

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Ma poi gli esiti del nostro impegno ci portarono a scegliere la strada dell’animazione culturale alla Borgata del Trullo con il Teatroscuola del Teatro di Roma, guidato da Giuseppe Bartolucci, scelta su cui non tutti furono d’accordo. Da lì si aprì un percorso che ci portò verso il rinnovamento culturale della città ad opera di Renato Nicolini.

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Così nella nostra valigia ci sono 4 libretti realizzati in self publishing e 5 video ‘storici’ da “Divertimosela” sul tempo libero dei ragazzini del Trullo alle “Casacce”, il luogo dove Pasolini girò Uccellacci e Uccellini…

i 4 libretti

LA BELLEZZA DELL’ORSA

Sotto la pelle dell’orsa di Roberta Mazzanti

Roberta Mazzanti racconta nella sua box come si è ‘condannate’ alla bellezza, come si tenta di sfuggirle e come si cerca in tutti i modi di riempirla di altri contenuti…

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Con la punta d’un dito Margherita depose un piccolo fiocco di crema sul palmo. (…)
Era svanita senza lasciare tracce la sottile ruga verticale che tagliava la radice del naso. (…) Erano svanite anche le ombre giallognole alle tempie e i due reticoli, appena visibili, nell’angolo esterno  degli occhi.
M. Bulgakov, Il maestro e Margherita, trad. V. Dridso,

specchio delle mie brame

Al di là del reame dove allo specchio si chiede l’impossibile garanzia della bellezza, entrano in gioco pulsioni che arrivano a far gelare e ribollire il sangue. Se non ci lasciamo sviare da quella stupida, impossibile gara (chi è la più bella del reame?) possiamo invece scoprire paure e attrazioni più fatali, quelle brame in cui si articolano i giochi del potere tra donne.

Le riviste sono ancora e sempre fitte di esorcismi e di incantesimi garantiti a tutte le tasche, a tutte le età. (…) per qualche pagina, abitiamo un mondo gratificante dove ogni difetto viene attutito o cancellato, dove la perfezione astratta sparge la sua promessa e ci introduce nell’uniforme mistificazione del consumo di bellezza prêt-a-porter.

Ma ecco la vera maschera di bellezza, quando la toglierai ti sentirai più bella!

maschera di bellezza

 

PICCOLA WUNDERKAMMER PERSONALE


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“PICCOLA WUNDERKAMMER PER ACCUMULATORI DI OGGETTI”

DI PAOLINA BARUCHELLO

 

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Giacciono pieni di polvere sulla scrivania o sugli scaffali della libreria. Sono cartoline, biglietti, piccoli oggetti, fotocopie di pagine di libri, profumi, cose curiose raccolte nel corso degli anni. Li teniamo perché vi siamo affezionati e, guardandoli, sentiamo che possono anche definirci: “io sono quel che sono perché amo quell’artista e la cartolina di quel quadro definisce la mia personalità”.

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Arriva un momento, però, in cui ci si accorge che molti tra gli oggetti e oggettini, tra i fogli e foglietti si riferiscano ormai a un passato lontano. Allora si può decidere di archiviarli, riponendoli con un accurato metodo di classificazione in una scatola apribile.

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Si può scegliere di classificarli seguendo criteri diversi: il periodo della vita in cui sono stati accumulati, l’argomento – per es. tutti i biglietti di treno conservati fino ad allora; il luogo in cui si trovavano dentro casa. Quindi si procede con l’Archivio di sé.

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Gli oggetti vengono riposti in una scatola che diventa una sorta di piccolissima “Wunderkammer” personale. Un’esposizione permanente, in miniatura, in cui poter andare a passeggiare con gli occhi, ogni tanto, per riguardare quell’oggetto portato da un viaggio, rileggere una poesia tanto amata anni prima, risentire quel profumo. Aprendo ogni tanto la piccola Wunderkammer si può tornare indietro nel tempo e osservare cosa ci piacesse o chi fossimo anni prima. Si consulta l’archivio (materiale) del proprio sé, ispirandosi a Joseph Cornell…

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INTHEBOX 4 SEGRETI, MEMORIE, SOGNI, MONDI RACCHIUSI IN UNA SCATOLA…

GALLERIA-LABORATORIO MARGINI E SEGNI

Via Pescino 59 Bracciano

MOSTRA “INTHEBOX  4”

INAUGURAZIONE 16 marzo 2013 ore 18.00-21.00

                                        FINISSAGE  31 marzo 2013

PAOLINA BARUCHELLO, SABINA DE TOMMASI,  IDA GEROSA, ROBERTA MAZZANTI, ANNIE SCHOTERMAN, 5 DEL PRETESTO CON M. CAMINITO,  S. FABRI, G. MARCON, A. PANZETTI, G. ZAGRA

A cura di Maurizio Caminito e Stefania Fabri

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Un quarto gruppo di artisti/progettisti presentano nella Galleria Margini e Segni la propria box creativa, dove anche questa volta ciascuno ha ragionato con il proprio ingegno sulle quattro categorie proposte: nella categoria ‘mondi’ due universi, quello della bellezza come obbligo che condiziona la personalità femminile e quello teatrale come esperienza collettiva travolgente. Nelle riflessioni, nella raccolta degli oggetti e nelle suggestioni graffianti di Roberta Mazzanti con il suo “Sotto la pelle dell’orsa” c’è divertimento ma anche un senso di afflizione nel considerare la bellezza come condizione costrittiva. Nella storia del gruppo teatrale Teatro Pretesto, basato sulla tecnica dell’improvvisazione c’è un’immersione nella creatività e nella politica culturale degli anni Settanta, un vitalità che poi si è andata canalizzando su professionalità e stili di vita, perciò il motto “Era tutto un pretesto” è affettuosamente ironico. Nella categoria ‘segreti’, Annie Schoterman nella sua ‘black box’ sull’individuo intitolata “In due metà” ha fatto sua una citazione di Unica Zürn e s’interroga su che cosa sappiamo veramente su noi stessi, sugli enigmi dell’uomo e su quali “segni” disponiamo per esplorare chi siamo veramente, se deterministicamente dobbiamo essere in un certo modo, guidati dal nostro DNA.  Nella categoria ‘memorie’ Sabina De Tommasi racconta con “Cum panis” come sia successo che un giorno con un pacco di farina in mano si sia ritrovata a fare un gesto antico, arcaico, che non le apparteneva se non per averlo visto fare qualche volta. Un gesto forte, determinato, liberatorio, da reiterare, nel quale inziccare rabbia, disagio, ma anche speranza e riscatto, un gesto che ha il senso della nascita: impastare! Ida Gerosa, invece, artista di computer art nella sua box “Una vita nell’arte” ha simbolizzato un’attenzione alla documentazione del suo percorso intellettuale e artistico che ha sempre mantenuto viva.  Ha avuto infatti la capacità di guardarsi attorno con curiosità e interesse, interloquendo con giovani e critici, vivendo pienamente nell’arte intesa non solo come espressione creativa ma come comportamento vitale. Nella categoria ‘sogni’ Paolina Baruchello ha interpretato nella “Piccola wunderkammer per accumulatori di oggetti” la creatività dell’archivista di oggetti, quelli che di solito giacciono pieni di polvere sulla scrivania o sugli scaffali della libreria, quelli che hanno significato qualcosa nel corso della nostra storia, che  ci hanno addirittura confortato e fatto capire chi fossimo. Arriva un momento, in cui si può decidere di archiviarli, riponendoli con un accurato metodo di classificazione in una scatola consultabile.

CATEGORIA “MONDI”

Mondi in cui si viene rinchiusi o mondi in cui si ricercano nuove forme di espressione

ROBERTA MAZZANTI  “SOTTO LA PELLE DELL’ORSA”

Contenitore: Scatola di legno con coperchio a cerniera, h 17 x 35 x 25, ricoperta di imitazione pelliccia, alternata a strisce verniciate coloro zafferano; le strisce molto decorate, fra pop e stile indiano, con piccoli oggetti di maquillage (ombretti e fard, specchietti, perline di vetro). All’interno, è verniciata dello stesso color zafferano, con foto e disegni, incollati sull’interno del coperchio.

Contenuto: La box è dedicata al ‘dono effimero della bellezza’ e contiene: 1. Libriccino formato 13,6 x 17 circa 64 pagine, con testo “Sotto la pelle dell’orsa” di Roberta Mazzanti, autoprodotto; 2. “Specchio delle mie brame”, di foggia antiquata: dal lato dello specchio, è incollata una foto di Sofia Loren e Jayne Mansfield a Beverly Hills (emblema ironico delle “misure” femminili e dell’invidia); 3. Scatoletta di cartone decorata di piccoli demonietti, che contiene un vasetto di “crema magica”, di un colore del tutto improbabile – forse viola, forse rosso vivo) con etichetta che la definisce CREMA DI AZAZELLO (è ispirata da Il maestro e Margherita, di cui si riporta su un foglietto interno la deliziosa citazione al posto delle istruzioni per l’uso); 4. Un metro da sarta, rifatto molto in grande, dove accanto a determinate misure sono incollate foto di attrici e modelle con la loro “misura”. Il metro è lungo 2m e largo circa 10 cm, in tessuto bianco resistente; 5. Una “maschera di bruttezza”, da strega di Carnevale piena di rughe e di porri, contenuta in un sacchetto vezzoso con la scritta «maschera di bruttezza / produce immediati effetti rassicuranti». Dentro, le istruzioni spiegano che va applicata sul viso per un tempo da 2 a 5 minuti, poi tolta di fronte allo specchio: il sollievo di fronte alla propria faccia sarà garantito; 6. Bamboline trans gender, costituite da sagome di cartone da abbigliare a piacere con abiti di carta con le linguette.

 M.CAMINITO, S. FABRI,G. MARCON, A. PANZETTI, G. ZAGRA   “ERA TUTTO UN PRETESTO”

Contenitore: una valigia verde vecchio stile ritrovata nella cantina di Marcon…

Contenuto: Foto, video, copioni teatrali, documenti di una comune teatrale degli anni ’70 ispirata al lavoro di Eugenio Barba che poi scelse il terreno sociale dell’animazione teatrale alla Borgata del Trullo. Quattro libretti in self-publishing: il copione frutto di scrittura collettiva de “La strada di Muu”, “Il contesto del Pretesto”, “Vita in Comune con il pretesto del teatro”, “Con il pretesto del Teatro l’animazione”. Articoli di giornale sulla nuova cultura in borgata: il Teatroscuola di Giuseppe Bartolucci, l’occupazione del Teatro di Roma, Renato Nicolini nuovo assessore alla cultura. Foto d’epoca  dell’Azione Teatrale del 1974 all’Associazione Culturale Monteverde. Foto d’epoca dell’animazione teatrale nelle scuole e in borgata. Foto dell’installazione teatrale Envinroment   a Via della Stazione Vaticana. Presentazione in video dello spettacolo a Spaziozero de La Strada di Muu e dello spettacolo di Ubù re. Video  sul Seminario con gli insegnanti della prima spettacolazione “strutturata” nell’abitazione degli Obermaier all’epoca della Repubblica di Weimar; Video della Seconda spettacolazione “strutturata” su uno scompartimento dell’Orient Express; Video “I bambini alle casacce” .Tazebao sulla vita in comune al Casale. Audio dell’installazione Environment e di Ubù re. Documentazione sull’attività.

CATEGORIA “SEGRETI”

Segreti personali che diventano paradigmi collettivi

ANNIE SCHOTERMAN “IN DUE METÀ”

Contenitore: scatola in pannello di fibra a media densità, nera, 25 X 25 X 25 cm, si apre in due metà

Contenuto: Unica Zürn “Dalla mia prima infanzia, gli occhi della donna che ho incontrato per prima mi hanno trasmesso la stessa incontrollabile angoscia che mi provocano i ragni …. È per questo che molto presto mi sono divisa in due metà.”

una metà della box contiene:      4 specchi  ai lati, un prato artificiale sul fondo, occhi di vetro. L’altra metà è divisa in 3 parti, di cui una parte contiene un sacchettino della polverina bianca, la seconda contiene un cubo di tela trasparente con capelli umani. Inoltre contiene due ‘leporelli’ in serigrafia con anagrammi di Unica Zürn e l’altro contiene un ‘leporello’ con dei disegni ‘Rörschach’.

 CATEGORIA “MEMORIE”

Memorie del fare da recuperare e memorie del creare da conservare

 SABINA DE TOMMASI    “CUM PANIS”

Contenitore: si chiama MAJDDA e serve per impastarci il pane dentro, lunghezza cm. 43; larghezza fondo cm. 30; larghezza apertura cm. 43; altezza cm. 17,  è in legno abete massello
Contenuto: dentro ci sono le spighe, un pacco di una farina speciale…e un quaderno scritto a mano e con le foto, e un pezzo di stoffa formato tovagliolo. La majdda viene in parte avvolta da un pezzo di stoffa e da una fettuccia, il pezzo di stoffa avrà da un parte la scritta CUM PANIS
il pezzo di stoffa può avere vari utilizzi, ma è particolarmente pensato per farne un grembiule, il perché di questi oggetti, e il loro eventuale utilizzo sono spiegati nel quaderno; nel quaderno ci sono anche 3 brevi citazioni: una di Mario Rigoni Stern, una di Simonetta Agnello Hornby, e una di Enzo Bianchi.

  IDA GEROSA  “UNA VITA NELL’ARTE”

Contenitore: una semplice box di plastica trasparente, 40 x 28 x 14 cm,  dove di solito si conservano gli oggetti che contiene la documentazione sul lavoro di Ida Gerosa nel tempo.

Contenuto: La scatola si chiama “Ida Gerosa una vita per l’arte”, perché dentro Ida vi ha messo tutto quanto ha segnato la sua carriera di artista di computer art, che tra l’altro ha sempre cercato di documentare anche con riflessioni e dialoghi con critici, storici dell’arte e amici. Il suo primo libro “Il discorrere delle cose”, il suo secondo libro “Il pozzo dei desideri”, il suo terzo libro “Il colore delle emozioni”. Un cd con alcune fasi del suo lavoro e il dvd de “Il tempio dell’uomo”, installazione realizzata alla Sala Santa Rita. Infine ha segnalato i nomi dei giovani che hanno scritto una tesi di laurea sul suo lavoro. Ida Gerosa: “Ricerco un’arte che porti alla creazione di una nuova realtà che cambi le norme e  le strutture stabilite per ‘elaborare’ l’avvenire” e “La computer art  è un volo solitario attraverso il ‘tutto’, alla ricerca dei limiti tra realtà e fantasia…”.

 CATEGORIA “SOGNI”

 PAOLINA BARUCHELLO  “PICCOLA WUNDERKAMMER PER ACCUMULATORI DI OGGETTI”

Contenitore: scatola dipinta che funge da cassetto in cui gli  oggetti vengono riposti in  modo da diventare una sorta di piccolissima “Wunderkammer” personale. Un’esposizione permanente, in miniatura, in cui poter andare a passeggiare con gli occhi, ogni tanto, per riguardare quell’oggetto portato da un viaggio, rileggere una poesia tanto amata anni prima, risentire quel profumo. Si consulta così l’archivio (materiale) del proprio sé.

Contenuto: Scatoline di latta con disegni naif. Brillantini per il viso in formati diversi.Colla per ciglia finte mai usata. Diverse confezioni “bindi” per la fronte acquistati in India. Mascherina col liquido dentro portata dal Giappone insieme alla colla per tenere su i calzettoni delle studentesse. Vasetto di coccio con i resti di un unguento greco al gelsomino. Primo fard da donna costoso mai acquistato. Astuccio-sarcofago comprato al British Museum. Depliant dell’Acadia National Park nel Maine visitato in pieno inverno e il JR Pass per visitare il Giappone in treno. Fotocopia di una poesia di Pasternak. Scatola con il necessario per il punto croce – mai davvero imparato. Orecchini vintage in plastica a forma di stella marina.

PER CONTATTI:

s.fabri@alice.it

www.marginiesegni.wordpress.com