SFERE D’ARTISTA

ABBIAMO PARTECIPATO ALL’INSTALLAZIONE “SFERE D’ARTISTA’ ORGANIZZATA DA SIMONA SARTI DELLA GALLERIA MONTEGIORDANO AL CARPET PER IL “NATALE IN TRIONFALE” CON DUE NOSTRE CREAZIONI DI MICROARTE E DI MICROEDITORIA… E ANCHE ALL’EVENTO DI CHIUSURA CON LA LETTURA DI ALCUNI RACCONTI BREVI DEL ‘BESTIARIO INNATURALE’….

installazione palle di natale2

QUESTA  E’ LA PRIMA SFERA DI STEFANIA INTITOLATA “GIOCHI E STORIE DI GATTI E CANI”

PALLA DI NATALE_stefi

COMPRENDE:

-  Gioco memory di microeditoria sulle Fiabe classiche con 20 tessere (ecco qui una delle tessere riferita alla fiaba dei Fratelli Grimm “Il pigro Cecco”)

-  vari materiali sui gatti: libretto di micro editoria “Piccole storie di Gatti e di Cani”, Mini illustrazione da colorare di Marilena Pasini(qui rappresentata), Rotolino con Canzoni sui gatti, Gatte curiose: minilibretto di poesie sui gatti;   un vecchio libretto pop up sui gatti (Mondadori).

il pigro cecco_grimm

il gatto e la lumaca

QUESTA E’ LA SECONDA SFERA DI MAURIZIO INTITOLATA “CAMMELLI E CALIFFI”:

PALLA DI NATALE_mau

COMPRENDE:  

-  libretto di microeditoria  con due storie da completare su Cammelli e Califfi (il cammello qui rappresentato è di Marilena Pasini)

-  Cilindro con colori a cera

-  Mini Gioco dell’oca con  vecchi animali di legno dell’Africa e dado

cammello_marilena

LETTURA ALL’EVENTO FINALE CON ALTRI POETI E ATTORI

BESTIARIO INNATURALE, INEDITO DI STEFANIA FABRI:

il Bestiario sottintende un animale preciso ma anche allude molto agli umani e ai loro comportamenti tra il naturale e l’innaturale:

“IL CAMBIAMENTO”

Dove era nato? Forse in una terra di non uomini e non animali, nell’eterno tempo del sogno, dove l’unica legge era il cambiamento, lì doveva essere  nato.

In quella terra, raccontò un giorno, la pelle del canguro si era trasformata in lago, la montagna al tramonto cantava usando i ciottoli e le fronde.

Gli spiriti dei non nati sugli alberi la notte attendevano di potersi trasformare in umani. La luna e il corvo si fermavano ad ascoltare il saggio: l’uomo il cui cervello si diceva che fosse di cristallo di rocca. Egli era ritenuto capace di parlare ad ogni creatura della natura, pietra o animale che fosse.

Ma lui era il più strano di tutti, era diverso da tutti. Non era qualcosa di definito, di classificabile, non rifiutava di frugare nella melma, ma all’occorrenza si comportava come un rettile. Era in grado di stare nell’acqua per ore e se messo alla prova mangiava di tutto anche cose schifose. Era in grado di ascoltare i brividi delle foglie che si lamentavano d’ingiallire.

Sapeva di essere il custode del grande segreto e solo a lui il saggio un giorno lo chiese. E solo a lui raccontò l’orribile frastuono del cambiamento, quando i cieli si rovesciarono per creare la terra.

AUTUNNO: CADONO LE …STORIE

immagine per LOCANDINA  mostra MoLL

Più libri più luoghi

della Fiera Nazionale della Piccola e media Editoria Più libri più liberi  promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori, in programma da giovedì 5 a domenica 8 dicembre 2013 al Palazzo dei Congressi (www.plpl.it).

 presenta

 IL NUOVO PROGETTO “INTHEBOX/ESPANSIONI” 

di MARGINI & SEGNI

il 3 dicembre 2013 alle ore 18.00

con l’inaugurazione del nuovo spazio MoLL Monteverde Living Lab con la mostra

AUTUNNO: CADONO LE… STORIE

Mostra di Illustrazioni di Orsola Damiani

per le fiabe di Stefania Fabri

logo moll

Via Andrea Busiri Vici 10 Roma

Tratte da LE STAGIONI, la ‘scatola di microeditoria’ del progetto “INTHEBOX” presentato da Margini e Segni al Lanificio 159 lo scorso maggio, le 20 illustrazioni di Orsola Damiani per le fiabe moderne di Stefania Fabri raccontano un personaggio per ogni autunno, inverno, primavera, estate. E così magicamente la Strega dell’autunno non è cattiva come si potrebbe supporre e nella storia del Mago dell’inverno c’è una bambina curiosa di tutto. L’elfo di primavera sembra amichevole ma non lo è, mentre la fata dell’estate desidera essere una ragazza qualsiasi.

Si apre con questa mostra MoLL – Monteverde Living Lab, un nuovo spazio a Monteverde Vecchio, che proporrà mostre, laboratori, incontri, produzione di servizi.  Il concetto base è quello degli ‘strumenti per pensare’ che forniscano cioè la possibilità di esplorare, di sperimentare idee innovative e mettersi alla prova. Questi strumenti d’interazione e di studio riguardano comunità di utenti che vogliano interagire con il territorio e migliorare il modo di stare insieme. Perciò  Monteverde sta per valorizzazione del territorio; Living sta per spazio animato da attività innovative per la partecipazione ai processi culturali;  Lab sta per  Laboratorio, vale a dire ricerca sui linguaggi.

Orari di apertura della mostra:  sab. 7 dalle ore  10.30 alle 13.00; dom. 8/12 dalle 16.30 alle 18.30; mart. 10/12 e giov. 12/12 dalle 16.30 alle 18.30;   Laboratorio sul fumetto per bambini il 14 dicembre ore 10.30 sab.  14/12 dalle 10.30 alle 13.00; dom. 15/12 ore 10.30-13.00. La mostra riaprirà dopo le feste il 14 gennaio 2014.

Info: www.monteverdelivinglab.it;

RICORDANDO IL DECENTRAMENTO ANNI 70

Su iniziativa della nostra amica Sabina De Tommasi, si è svolta una giornata di Corso domestico per organizzatori culturali (gratuito ovviamente) a casa nostra, nel nuovo Laboratorio, infatti abbiamo chiuso lo spazio di Bracciano e la nostra attività si svolgerà  in parte a Roma nel quartiere di Monteverde, dove realizzeremo  mostre e seminari nel nuovo MoLL (Monteverde Living Lab) in collaborazione con quella struttura, in parte in giro in altri spazi che ci vorranno ospitare.

Il corso ha avuto due argomenti principali richiesti dai partecipanti: l’esperienza del Teatro Pretesto all’interno del Teatroscuola del Teatro di Roma negli anni ’70, quindi il passaggio dal teatro all’animazione culturale nel cosiddetto ‘decentramento’ e il rapporto tra l’organizzatore culturale e la pubblica amministrazione.

seminario per insegnanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul primo argomento abbiamo ricordato quanto fosse importante il contesto culturale che accompagnava la nostra esperienza, quanto abbia contato  Giuseppe Bartolucci, sapiente regista di un decentramento totalmente diverso da quello che vedeva portare gli spettacoli nati nel  centro alla periferia. Ed ecco le sue parole dalla rivista “Teatroltre” dedicato al “Decentramento a Roma 1973-1977″, dove sono descritte le esperienze del Collettivo G a Centocelle, di Gioscosfera a Borghesiana, di Ruotalibera a Ostia, del Teatro Pretesto  al Trullo – Montecucco: “la pratica adulta dell’animazione ha sufficienti esempi (’68 a Torino, ’75 a Roma) di fronte a sé per non perdersi e sgomentarsi non tanto dei suoi insuccessi quanto dei suoi passaggi; e questi ultimi dipendono dalle situazioni politiche e culturali in atto oltre che dalle variazioni di crescita e di diffusione dei gruppi nel territorio. (…) In breve non si deve dare adito a chicchessia di mettere assieme assistenza sociale e assistenza artistica con una concreta destinazione ad uso di subalternità… “.

Ecco che una tematica del genere può tornare dal passato a ripresentarsi in qualche modo per esempio proprio quando si ragiona sul famoso ‘bene comune’.  Ma c’è da dire che ammirare un certo tipo di teatro ti porta sempre verso il nesso tra estetica e socialità…

minfarus di eugenio barba

Sul secondo punto la parte amministrativa è stata subito sopravanzata dalla tematica  più politica e sul fatto che nessuno si occupi più di un vero ‘decentramento’ e che si avveri ciò che temeva Bartolucci, cioè che usare le strutture create per questo, come ad esempio i Teatri di cintura, possa servire solo ad attivare semplicemente un circuito…cioè l’antistoria del vero teatro…Noi non dimentichiamo il vero teatro aperto al sociale, come per esempio, l’esperienza del ‘baratto’ di Eugenio Barba nel Salento!

minfarus di eugenio barba2

 

L’ESPANSIONE DELLE BOX

Ecco un’immagine significativa della box di Sabina De Tommasi, immersione nell’atto quotidiano del fare il pane ma anche l’immaginario collegato a questo…

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La nostra nuova linea editoriale che praticheremo nel nuovo spazio a Roma, Monteverde Living Lab, insieme ad un’altra associazione culturale, sarà quella di ‘espandere’ o ‘esplodere’ le nostre box e da lì nasceranno anche altre cose, come laboratori e incontri per approfondire tematiche e dettagli tutt’altro che di contorno.

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E sarà possibile approfondire periodi precisi della storia di una generazione, esaminare da vicino documenti e immagini, ma anche fantasiose ricostruzioni artistiche, ripensamenti ed elaborazioni di atteggiamenti e ricordi, ma anche visioni dell’oggi, del quotidiano, intuizioni che servono per migliorare se stessi….

aereo

 Volare alto ma senza perdere la concentrazione su quello che ci serve oggi…Individuare piste e segnalare ostacoli…soprattutto del pensiero. Arte e quotidiano, immaginario e comportamento.

DENTRO ‘LE STAGIONI’

 

Andiamo a ficcanasare dentro la box di ORSOLA DAMIANI “LE STAGIONI”:

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Ci sono tre libretti scritti da Stefania Fabri e illustrati da Orsola Damiani con delle storie sulle quattro stagioni (sono stampati in copia unica, ma a Orsola piacerebbe diffonderli). Ecco un brano de LA STREGA DELL’AUTUNNO, che si svolge nella brughiera con protagonista un ragazzino ‘troppo studioso’ e una misteriosa figura che ha una brutta fama nel paese…:

“Quella è Annie la strega…” mormorò Walter a Charlie rabbrividendo.

Charlie rispose abbaiando forte e spingendosi avanti contro qualcosa che si muoveva tra la bassa vegetazione della brughiera.

“Ehi, ragazzino, – gridò Annie  con una vociaccia rauca– richiama il tuo stupido cane che sta dando la caccia al mio gatto oppure lo faccio cadere stecchito ai tuoi piedi!” 

“Sì, subito! – rispose Walter- Charlie torna qui!”

Charlie invece abbaiava come un pazzo saltando di qua e di là e non accennava a smettere. Improvvisamente Walter si trovò in braccio un grosso gatto nero, che doveva essere il motivo dell’agitazione di Charlie.

“Basta, Charlie!” gridò Walter, accarezzando il gatto.

Charlie vedendo che il gatto era un amico del padrone si placò e tacque, anche se si vedeva che era gelosissimo.

La strega Annie si avvicinò per riprendersi il gatto e Walter poté vedere che non era così anziana come aveva pensato prima e nemmeno così brutta, solo che era conciata davvero male: gonna pesante nera e maglione nero, capelli arruffati gialli e occhiali scuri, un mantello nero e un cappellaccio storto completava il tutto.

 “Tu sei la strega Annie?” chiese.

 “E tu sei Walter il mammalucco?” rispose acida la strega.

Ma la cosiddetta strega si scoprirà che è solo una persona a cui piace la magia e i racconti sulle Banshee…

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IL PRETESTO DEL VIAGGIO ALL’INDIETRO

Condivisione della valigia come box del recupero di una storia degli anni ’70…

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I vari documenti nella valigia come ricerca di un percorso creativo sul teatro e sul vissuto di un collettivo

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Nei libri self publishing… un copione teatrale scritto da noi de “La strada di Muu”, documenti sulla vita al Casale di Selva Candida in “Vita in comune”, quello che ci interessava e ci piaceva documentato ne “Il contesto del Pretesto”, il passaggio all’animazione come scelta politica verso il sociale…

libretti

 Vita in comune

Fusco+carriola..

Dai ‘racconti’ contenuti in “Vita in comune”

 I Pionieri scelsero Borgochiaro come loro dimora. Chi cerca un’abitazione scorre accuratamente gli annunci. Chi poi deve trovarla per sé ed anche altre persone si sofferma a considerare solo quelle piuttosto spaziose. E se non ha quattrini da spendere ma idee ambiziose e progetti innovatori può addirittura imbattersi in qualcosa di speciale: non una casa ma un pianeta. Questo pianeta aveva l’aspetto di un casale rustico male in arnese, ma gli occhi dei pionieri che sanno guardare lontano, lo videro come sarebbe stato in futuro.

Da “Il contesto del Pretesto”: primo concerto rock a Caracalla

il primo concerto rock a Caracalla

“La strada di Muu”: Il copione realizzato con la tecnica della ‘scrittura collettiva’, un misto di ricordi d’infanzia, Shakespeare, l’antropologia strutturale, poeti greci…: allestimento minimale

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Quarto libretto “L’animazione” dove si racconta anche del mitico “Storia di re, draghi, ciarlatani e popolo in rivolta”!…

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INTHEBOX ALL SESSIONS: RIPENSAMENTI E MEMORIE

 RIPENSAMENTI E MEMORIE…per riflettere

Secondo Platone le nostre conoscenze non derivano dall’esperienza, ma sembrano basarsi su forme e modelli che non trovano riscontro nella realtà quotidiana. Quei modelli, chiamati Idee, devono risultare pertanto da un processo di reminiscenza con cui giungono a risvegliarsi gradualmente nel nostro intelletto… E tutto questo non ci fa sorridere anzi ci sembra molto moderno quando veniamo a conoscenza del fatto che gli scienziati esperti di Intelligenza Artificiale  si sono interrogati sul rapporto tra memoria e oblio e del mistero che li congiunge.

La memoria è evanescente perché forse vuole esserlo: Jacopo Benci ricerca “Le leggi dell’evanescenza” con la sua piccola scatola nera

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La memoria è ricordo puntuale della sofferenza: Elisabetta Pandimiglio indaga sull’anoressia con la sua mini installazione “Fame”

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E quale memoria è più intensa e anche più curiosa se non quella dell’infanzia? Marilena Pasini fa riemergere dettagli giocosi e bizzarri con “Io resto qui”

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Le memorie personali si mescolano a quelle della storia contemporanea se a  pochi passi da te succede qualcosa di terribilmente indimenticabile, come è accaduto a Francesco Filangeri nel suo “Memory game”.

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